L’imperativo è chiaro come la luce del sole: bisogna dimenticare in fretta la batosta di domenica scorsa. Forse neanche il tifoso più pessimista avrebbe potuto immaginare un esordio così deludente da parte della Spes, ma tant’è. E comunque, se si voleva capire sin dall’inizio che tipo di campionato fosse quello denominato Dna, il match contro i giovani della Consum.it è stato dolorosamente illuminante. Beninteso, alla vigilia nessuno si era illuso oltre il lecito, ma certo è che non era proprio facile ipotizzare un avvio così arduo. La forma tutt’altro che brillante di Mario Gigena e l’assenza di Davide Liberati possono costituire una parziale giustificazione (un Gigena al top può cambiare da solo il volto di una sfida e Liberati in difesa avrebbe potuto costituire un ostacolo di non poco conto sullo scatenato Mei), ma non riescono a spiegare la prova incolore dei cartai, soprattutto in attacco. L’aspetto più strano è dato dal fatto che la Spes ha mollato di schianto sul più bello, proprio nel momento in cui era riuscita a passare in vantaggio dopo una rincorsa durata almeno 25 minuti. In altre parole, quando si doveva far pesare l’esperienza, il team di coach Giordani è incredibilmente crollato, mostrando scarsissima lucidità. Se a questo aggiungiamo che i ragnetti hanno subito troppo sotto i cristalli, ecco confezionata la sconfitta. Siamo all’inizio, per cui ogni affermazione definitiva è severamente vietata. Tuttavia, urge un atteggiamento diverso, in vista della partita esterna contro Omegna, impostasi con autorità a Ruvo di Puglia.
Aminto Camilli
