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DNA: coach Giordani rialza la Spes Fabriano


 Serve una sterzata. Ora. Non sono ammissibili altri passi falsi, perché cinque partite perse di seguito costituiscono un ruolino di marcia troppo negativo e del tutto inimmaginabile alla vigilia del campionato. Un torneo tanto nuovo quanto estremamente ostico, quello denominato Dna, ma resta il fatto che cinque sberle consecutive pesano eccessivamente. Mettiamoci pure l’assenza di Nicolas D’Arrigo (in attesa del giudizio della Corte federale fissato per martedì 25 ottobre, il gaucho non è stato ancora rimpiazzato e così coach Giordani si trova con un uomo in meno rispetto a quelli ipotizzati in vista della stagione), l’inesperienza (ma non in tutti i suoi elementi, visto che gente come Usberti e Gigena, tanto per fare due nomi, di esperienza ne hanno da vendere) e magari anche un po’ di sfortuna (le ultime due sconfitte casalinghe contro Trento e Napoli sono state a dir poco rocambolesche), fatto sta che la formazione biancoblu si ritrova inaspettatamente fanalino di coda del suo mini girone insieme a Ruvo di Puglia (complessivamente, a quota zero c’è anche Matera), che l’anno scorso, viceversa, disputò un ottimo campionato. 


Sorprese, dunque, non mancano, ma adesso è il momento di scuotersi, altrimenti c’è il rischio di demoralizzarsi oltre il lecito, quasi di auto convincersi che non si è in grado di vincere contro nessuno. Problemi di questo tipo, tuttavia, non sembrano poter attecchire in casa Spes. “La squadra attualmente non ha un morale altissimo - spiega il tecnico Gabriele Giordani - ma è del tutto normale, poiché non si può certo essere allegri dopo cinque stop di fila. Tutti, però, lavorano con grande impegno e sono sereni, perché in ogni circostanza ce la siamo giocata alla pari. Addirittura due gare le abbiamo praticamente buttate via noi. Insomma, finora, nonostante le sconfitte, abbiamo dimostrato di esserci; ora, dobbiamo imparare a portare a casa i risultati”.

Bisognerà cominciare a farlo subito, a partire da domenica prossima in quel di Pavia. La Paul Mitchell, almeno sulla carta, appare abbordabile, per cui è necessario andare in terra lombarda consapevoli dei propri mezzi e decisi a tirare fuori tutti gli attributi, anche perché le insidie non mancheranno. “Affronteremo una squadra ben costruita e bene allenata - afferma ancora coach Giordani - che davanti al proprio pubblico difende in maniera aggressiva e diventa molto pericolosa. Questo è già sufficiente per capire che dovremo dare il massimo. Servirà una prestazione di notevole intensità per tutti i quaranta minuti per spuntarla”. E’ proprio quanto la tifoseria cartaia chiede ai suoi beniamini.

Aminto Camilli 
    basketmarche.it - 21/10/2011


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