C Regionale: il Pedaso supera in rimonta la Cestistica Ascoli
Il sottotitolo della gara più appropriato sarebbe: la Cestistica insegna come perdere una gara. Già ! Aveva chiuso il primo quarto con un + 15 e andava a riposo con un + 9.
Così si è presentata la Cestistica che ha giocato la prima parte senza il suo coach Carducci, costretto a fare da taxi al suo pivot Egobobawaye, giunto al palazzetto senza documento di riconoscimento. Il Pedaso sembrava un pugile suonato, il suo pubblico brontolava, nessuno avrebbe pensato ad una grande rimonta. Davanti, invece, c'era una Cestistica priva di umiltà e di concentrazione, convinta di straripare e convinta che il basket sia un gioco individuale. Ognuno ha iniziato a giocare da solo: confusione, palle perse, falli, presunzione. Dal sole alla notte. Festus improduttivo, Grossi sciupone ( NESSUN CANESTRO NEL 2°T..), Quondamatteo evanescente, Macginn l'ombra di se stesso.
La panchina ascolana nel completo caos, mentre il Pedaso riorganizzava le idee , concludeva il 3° quarto portandosi a + 4, punteggio rimasto fino alla fine, aiutato dagli errori dalla lunetta di Grossi, con la Cestistica in vantaggio di un punto , ed anche da alcune decisioni dell'arbitroCENTONZA,( non apparso convincente in mote decisioni che hanno penalizzato la Cestistica sia nella validità di due canestri che nella rilevazione dei falli( in una occasione veniva corretto dal primo arbitro Bottoni ). Evidente la forte critica , ricevuta nella settimana scorsa dai dirigenti del Victoria Fermo in quel di Amandola, ha condizionato il giovane arbitro che meriterebbe un pò di riposo. Il Pedaso veniva svegliato dal trio Manfrin, Poeta e Tappatà che, da soli, realizzavano nel penultimo quarto ben 22/24 dei punti del terzo parziale. Nel quarto tempo si aggiungeva Albertazzi così da impattare sul 20 a 20, con la Cestistica che aveva perso, nel frattempo, Di Silvestro per 5 falli e Negrini per frattura alla mano ( che il giocatore non si è prodotto da solo...).Il Pedaso trovava nei tiri liberi la vittoria, 17 tiri realizzati sui 20 concessi dalla lunetta contro i 7 realizzatidalla Cestistica sui 10 concessi ( nessuno al terzo quarto, nonostante il bonus).
Al termine della gara la dirigenza ascolana appariva alquanto contrariata sia per l'arbitraggio che per la scarsa determinazione dei suoi atleti. Il Presidente, allontanandosi in silenzio, ha fatto capire che tira una brutta aria, alle porte della riapertura del mercato.
Grande elogio va ai giocatori del Pedaso, sempre impegnati nel gioco di squadra ed anche al suo coach Angelici che ha saputo riorganizzare il gruppo e portarlo alla vittoria. Suo merito è anche nel saper gestire le dinamiche della squadra, tenendo seduto in panchina chi non rispetta gli ordini e mandandolo in campo a lezione appresa.
Lodevole la tifoseria, dapprima annoiata e brontolona, ma poi sempre pronta ad incitare i suoi davanti allo spiraglio della rimonta.
Il basket non è il tennis o il ping-pong: speriamo che gli atleti ascolani l'abbiano capito.