Sfuma nel finale il sogno di battere la corazzata Rimini tenuta sotto dalla Remet in modo magistrale per almeno 16 minuti.
Due le recriminazioni incontestabili: l’errore dei padroni di casa sul filo della sirena del terzo quarto quando perdono palla e consentono al play avversario di andare addirittura in tripla.
In seconda battuta non si può fare a meno di contestare il terzo fallo che gli arbitri hanno affibbiato a Perini.
Renzi aveva impostato la partita in modo impeccabile. La squadra doveva giocare non tanto in profondità e in modo sfrontato, quanto piuttosto con continui passaggi trasversali fino a liberare l’uomo giusto che oltre ai punti racimolava anche il fallo in entrata.
Una tattica che ha funzionato alla perfezione almeno per tre quarti della partita. Il male oscuro della Remet scatta quando perde la razionalità e si lascia prendere da un eccessivo stato di nervosismo e di ansia dimenticando che il lavoro ai fianchi degli avversari non va mai bloccato.
Negli ultimi 4’ gli ospiti si sono fatti sotto nella classica azione d’inseguimento, braccando gli avevrsari e hanno centrato la vittoria.
Gli uomini di Renzi non devono demordere, hanno ancora bisogno di crescere per raggiungere la continuità di rendimento e la forza di scrollarsi di dosso la paura degli avversari. E’ questa la lezione, delusione a parte, dell’incontro.
Quanto agli uomini da sottolineare la crescente maturità di Mancinelli, la bella capacità di manovra di Fabi, la potenzialità di Bloise, la concretezza di Nardi. Il capitano Barantani ha fatto vedere ottime cose ma anche commesso qualche banalità. Perini ha sofferto per un trattamento arbitrale che non meritava. Puleo si è comportato molto bene in campo, deve solo avere più continuità nel rendimento.
Una Remet che va incoraggiata perché in grado di cogliere risultati di rilievo. Nei confronti degli ospiti che hanno credenziali di tutto rilievo ha sempre fatto la sua ottima figura. Peccato per questo stop che lascia con l’amaro in bocca.