DNA: lo Spes Fabriano trasformata da brutto anatroccolo a cigno
LA TRASFORMAZIONE repentina della Spes Fabriano fa felice una tifoseria sempre numerosissima che può riprendere a sorridere. Dopo le prime otto sconfitte consecutive in pochi, effettivamente, credevano che il gruppo potesse rialzarsi con una determinazione tale da infilare da una sequenza di cinque vittorie in sette gare al punto da poter tornare a pensare alla salvezza diretta senza passare attraverso i playout.
«Avevamo bisogno di tempo per crescere e ci è stato dato», sorride coach Gabriele Giordani (foto) dopo il netto successo interno su Bari e alla vigilia dell’ultimo match dell’anno solare in programma giovedì (alle ore 21) a Latina.
«Alla società — ammette il tecnico — va riconosciuto il merito di aver consentito al sottoscritto di continuare a lavorare in serenità anche dopo quella difficilissima partenza. La dirigenza ha trasmesso fiducia pure ai giocatori confermando in toto le scelte del mercato estivo, come pure fondamentale è stato avere il pubblico dalla nostra parte in quel periodo così critico. Personalmente mi sento di ringraziare anche i miei collaboratori dello staff tecnico e il preparatore atletico che mi hanno sopportato quando la tensione inevitabilmente si è fatta sentire per le tante partite perse, diverse delle quali al fotofinish».
UN LUNGO TUNNEL, insomma, da cui si è usciti con uno scatto bruciante che porta tante firme: dalla capacità di Liberati di divenire un perfetto vice-Stanic in cabina di regìa, alla determinazione con cui il centro di scorta Castelletta riesce a rispondere presente quando viene chiamato in causa, all’ultimo arrivato Fontani che ha allungato un roster mutilato dalla non eleggibilità di D’Arrigo.
«Ora — aggiunge Giordani — siamo una formazione capace di vincere partite come quella con Bari in cui loro erano al completo e noi dovevamo fare a meno del pivot titolare Trapella (che a Latina, invece, dovrebbe esserci, ndr) e con Gigena visibilmente acciaccato. Avevamo bisogno di lavorare, conoscerci e crescere per arrivare a questo punto anche se il percorso è ancora lunghissimo. Adesso, non c’è dubbio, torniamo a pensare che ci si possa salvare senza i playout — conclude coah Giordani —, ma per evitare le ultime otto posizioni sulle 24 partecipanti serviranno tante conferme, magari a partire già da Latina».
Proprio giovedì, infatti, si conta di allungare la striscia di tre successi consecutivi per un fine anno col botto.