DNA: capitan Pierini commenta la sconfitta di Recanati a Trieste
UNA VITTORIA sfumata a pochi secondi per La Fortezza, alla fine i recanatesi sono ritornati a mani vuote per la prodezza di Carra. Si pensi che il giocatore ha mandato la palla in canestro da 9 metri mentre stava suonando il gong. E così ancora una volta è stata confermata la tradizione che vede i triestini in vantaggio negli scontri diretti. «Un peccato. C’è grande rammarico — ha commentato Attilio Pierini, capitano del quintetto gialloblù — per l’epilogo della gara: poche volte capita di perdere con un canestro da tre da metà campo e a quattro secondi dalla fine». Le modalità sono differenti però l’andamento ricorda le sfide a Bari, a Matera e contro l’Orlandina, cioè quando le battute finali hanno riservato solo amarezze. «Purtroppo in alcune situazioni siamo troppo ingenui anche se in questa occasione Carra ha fatto una prodezza». Magari sarebbe servita una maggiore determinazione? «Credo — risponde Pierini — che l’atteggiamento sia stato buono, avremmo potuto chiudere la partita a nostro favore molto prima ma i troppi rimbalzi in attacco concessi all’Acegas ci hanno condizionato nel far avvicinare gli avversari che ribattendo punto su punto hanno finito per consumare i nostri break».
Va detto che al di là del risultato negativo, che conferma una mancanza di freddezza e gestione del risultato nel momento in cui si deve chiudere la partita, La Fortezza ha dimostrato di essere una una squadra all’altezza per una posizione di vertice della propria Division. In classifica i recanatesi restano al primo posto, a pari merito con Chieti che ha perso a Pavia, e a debita distanza dal Bari, uscito sconfitto dalla trasferta di Casalpusterlengo.