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DNB: la Naturino Civitanova cede solo nel finale a Ferrara nel recupero


 A volte serve anche vincere giocando male. La Mobyt ci mette oltre 35 minuti a scrollarsi di dosso un po’ dei cocci rotti a Senigallia, e non ci riesce del tutto anche alla sirena finale. In quei 35’ non funziona praticamente niente: ritmo basso (che fa il gioco dell’esperta Civitanova), pochissima aggressività, trame contratte e poco lucide, percentuali di tiro da paura. Poi la reazione finale: via il fioretto, che proprio non pungeva, ed ecco la tanto invocata clava. Arrivano così i più classici due punti brutti, sporchi e cattivi. Sufficienti per mantenere l’imbattibilità casalinga.
La partenza è morbida morbida per la Mobyt, quando ci si aspettava furore agonistico. Civitanova non è in gita, gioca per davvero: recupera e va a canestro facile. Sullo 0-11 Furlani è costretto al time out. Gol di Cortesi da tre punti dopo quasi 4’ di gioco, che accende il timido recupero biancoverde. Senza strafare, e senza incantare, Ferrara si riporta a ridosso degli avversari sul finire di quarto, ma manca più volte il tiro del sorpasso. Servono due bombe, di Seravalli e Gori, a cavallo del 15’ perché la Mobyt metta la testa avanti, ma il ritmo è ancora troppo basso; e infatti Civitanova reagisce con i canestri di Cernivani e Frascione. E nella confusione generale, anche i fischietti ci mettono del loro. Primo tempo di rara bruttezza.
Ferrara, al rientro, non cambia faccia. Molli, svogliati, approssimativi. La Naturino non sarà bella, ma tesse la sua tela di gioco sporco e ha in Cernivani e Baldoni due ottimi terminali offensivi. A metà quarto Gori e compagni sono in grande difficoltà, sul -7 (33-40). Cortesi ci mette la solita grinta, Ferri dà qualche fiammella e Seravalli prova a incidere, ma è la squadra nel suo complesso a essere ancora troppo ai margini della partita. Le percentuali di tiro (a volte buoni tiri) poi sono terribili (un 30% totale).
Pronti via nell’ultimo quarto, e a Ferri fischiano il 4° fallo; è un problema in più. Serve l’energia, la clava. La dà il più giovane, Seravalli, che si butta nella mischia con coraggio. Attorno a lui ecco Cortesi, che appoggia a canestro, e Campiello, che si fa largo a centro area. Sorpasso 59-48 che dà un pizzico d’ossigeno. Ma subito dopo palla persa e antisportivo a Cortesi in recupero. La decisione scalda gli animi, e forse scuote i biancoverdi. È un finale da battaglia. E nella battaglia spuntano Benfatto in area (dominante sui due lati del campo), e Ferri che con mano ferma piazza i canestri decisivi (soprattutto una bomba da lontanissimo). Al 37’ piccola inerzia Mobyt sul 61-53. Lo strappo è risolutivo.
Il bicchiere mezzo vuoto dice che la squadra è in una fase di involuzione. Il bicchiere mezzo pieno che nel momento più drammatico è uscito il carattere. Domenica contro Rovereto è già tempo di risposte.

“Contrariamente ad altre occasioni – esordisce coach Furlani nel commento post-partita – do merito ad alcuni dei miei ragazzi di avere gettato il cuore oltre l’ostacolo. Ma della partita di stasera tengo solo questo. Evidentemente la sconfitta di Senigallia non era ancora stata metabolizzata; quell’atteggiamento molle e superficiale ce lo siamo trascinati anche contro Civitanova. Mi piace sottolineare che nel momento di maggiore difficoltà la scossa è arrivata da Seravalli, un ragazzo del ’91 che a inizio stagione ho anche molto torchiato, che oggi ha giocato con coraggio ed energia; in una parola, con l’atteggiamento giusto. Di contro, altri giocatori sono in una fase di involuzione; forse le vittorie eclatanti che abbiamo ottenuto non ci hanno fatto bene sotto il profilo della mentalità, ci hanno fatto pensare che tutto potesse essere facile, e non è così. Questa vittoria – conclude Furlani – può insegnarci tanto, a patto che lo si capisca”.

Chi in campo ci ha messo la consueta energia è stato Simone Cortesi: “Queste sono partite adatte alle mie corde: contro avversari fisici e che giocano sporco di solito mi esalto: posso metterla anche io sull’agonismo, prenderle e darle. Diciamo che ci ho provato fino in fondo, ma è stato soprattutto Seravalli a uscire dalla panchina dandoci quell’intensità e quell’agonismo che servivano. Magari qualcun altro ha avuto una serata no, ma anche questo ci può stare. Adesso pensiamo a recuperare tutti, perché la nostra forza è proprio quella di essere tanti”.


MOBYT FERRARA – NATURINO CIVITANOVA 68 – 57 (13-14), (28-28), (45-48)

MOBYT FERRARA: Berti, Sorrentino 2, Agusto 7, Cortesi 13, Campiello 6, Ferri 10, Maggiotto, Seravalli 8, Benfatto 14, Gori 8. All.re Furlani.
NATURINO CIVITANOVA: Caldarelli, Cernivari 17, Acquaroli, Baldoni 16, Frascione 9, Ferraro, Foresi, Temperini, Principi 7, Gennari 8. All.re Cervellini. 

    basketmarche.it - 10/02/2012


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