……notammo come non guardasse mai a terra, nonostante fosse sempre in movimento. “ Ma tu devi guardare i compagni e non la palla, quella che la guardi a fare…non lo sai che c’è l’hai lì tra le mani”.
Diceva che bisogna prevedere e non vedere, e che la visione di gioco è una grossa balla, quello che conta è la previsione di gioco.
(Un poeta sportivo degli anni 70-80)
Decima giornata di ritorno e nella corsa per il terzo posto finale, è lapolisportiva Don Ricci di Chiaravalle ad opporsi al Silwood Pesaro, reduce dalla sconfitta a Matelica, con un retrogusto amarissimo non ancora dissipato, per l’occasione buttata alle ortiche.
La compagine pesarese è attenta, sa di non poter più regalare niente, se vuole mantenere intatte le speranze di promozione, che classifica alla mano, sono inchinavate a doppia mandata al play-off primaverile.
Il Pisaurum prende subito in mano le redini dell’incontro, nonostante le precarie condizioni di Polveroni e Marini; grazie ad un ispirato Mazzi, che fa subito capire di essere in giornata di “grazia” ed a una attenta difesa a zona mischiata al pressing.
Il Chiaravalle risponde trascinata dal suo leader naturale: Di Tizio, che riequilibra le sorti del match fino al meno tre della sirena di metà gara.
Il terzo quarto vede, nonostante le scarse percentuali al tiro di Nardi e il riacutizzarsi del dolore al ginocchio di Polveroni, il nuovo Break del Silwood con un Jovanovic ispiratissimo, tornato ai livelli dell’anno scorso e all’ulteriore salto di qualità in difesa, che prende le misure a Di Tizio.
Nell’ultimo quarto lo staff tecnico rimescola i piani tattici e la squadra finalmente risponde a dovere, consolidando il vantaggio ben oltre i venti punti, dove Marini in campo per tutta la sua durata apporta il suo prezioso contributo.
(James Wood: Dove sei stato tutto questo tempo? – Robert De Niro: Sono andato a letto presto!- Da: “C’era una volta in America” di S. Leone)
Gli infortuni continuano, assieme alle difficoltà di far quadrare i conti di un operazione che ha in se sempre più variabili; l’ultima in ordine temporale la definitiva rinuncia di Gurini al rientro, a causa del perdurare del fastidio all’occhio, che l’aveva costretto lontano dai campi da gioco.
La volontà però è sempre quella di non chinare il capo e di rialzarsi prontamente, per recitare un ruolo da protagonista quando a Maggio verrà staccato il secondo pass per l’ascesa al primo campionato nazionale: l’ambita C dilettanti.