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C Regionale: Perugia Basket, il play Giacomo Mariani ci presenta la nuova stagione

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Buongiorno Giacomo, iniziamo questa stagione con una tua intervista 

·        Torni a Perugia dopo 8 stagioni passate in giro per l’Italia, parentesi perugina (2006/07) a parte, vissute sempre ai vertici di questo sport, cosa ti ha riportato a casa? 

La mia scelta di interrompere per quest’anno l’attività professionistica è dovuta principalmente a motivi di studio; ho deciso infatti di investire quest’anno per portare a termine la laurea specialistica in ingegneria meccanica, per la quale mi mancano ormai pochi esami, nell’ottica di trovare al più presto una collocazione lavorativa che ripaghi appieno i grandi sacrifici fatti in questi anni. È stata una scelta molto dura e sofferta perché in questi 8 anni la pallacanestro è stata, oltre che una grande passione, anche il mio lavoro; quest’anno ho rinunciato ad offerte importanti, anche tra i professionisti, con la convinzione che il progetto di rilancio strutturato insieme al Perugia Basket, sia la migliore dimensione possibile per poter valorizzare sia il mio percorso didattico che le mie capacità, non solo tecniche, in ambito sportivo.  

·        Certamente le motivazioni private hanno un peso preminente, ma credo che un occhio alle tue radici cestistiche valga un commento.  

Sicuramente c’è un legame molto forte tra me ed il Perugia Basket, legame che ha vissuto momenti non facili nel tempo, ma che si è mantenuto sempre vivo nonostante gli errori reciproci che inevitabilmente si commettono nel corso di relazioni così durature. Torno a Perugia con la voglia di fare qualcosa di importante per la mia città e per la società in cui sono cresciuto, con l’obiettivo principe di riportarla subito a buoni livelli valorizzando effettivamente i giovani che faranno parte della squadra. Sono felice di tornare a giocare con un gruppo di amici cresciuti insieme a me (Alunni, Marsili, Gagliardoni, Cornicchia) e ovviamente sono davvero contento che a guidarci sia Claudio Peducci, il mio/nostro mentore dai tempi dell’NPP, persona cui devo la mentalità e la maggior parte delle cose che so fare un campo da basket: la persona giusta. 

·        Ritrovi un ambiente che, come un pugile che ha subito un KO, fatica a riprendersi, che ne pensi delle drastiche scelte societarie fatte per ritrovare la strada giusta? 

Penso che la scelta di rinunciare a categorie più prestigiose ma nel contempo più dispendiose, sia stata una scelta onesta e coraggiosa ma, sicuramente, molto dolorosa. Le persone che fanno parte di questa società si sono esposte personalmente (cosa che per esperienza vi assicuro avviene di rado) per mantenere alta la qualità della pallacanestro a Perugia e, volendo rispettare pienamente gli impegni economici presi con i propri collaboratori nel corso delle passate stagioni, hanno deciso di fare un passo indietro. Credo che queste persone siano un esempio per tutte quelle società che, in giro per l’Italia, tirano a campare mettendo ogni anno in difficoltà giocatori, allenatori, fornitori ecc. non rispettando gli impegni presi ad inizio stagione per la pretesa di fare il passo più lungo della gamba. D’altro canto sono sicuro che tutta la dirigenza sia consapevole degli errori commessi in passato e del fatto che, nel tempo, non tutto sia stato gestito alla perfezione; però, come dice mia nonna, “sbaglia solo chi le cose LE FA”. Le sfide che ci attendono, nell’ottica di un rapido rilancio della pallacanestro perugina, sono la valorizzazione effettiva degli ottimi giovani che abbiamo e l’ampliamento della base societaria, al fine di coinvolgere persone in grado di riportare a Perugia, non solo la pallacanestro di un certo livello, ma soprattutto l’entusiasmo di una piazza che troppo spesso è rimasta indifferente, specialmente nei momenti difficili come questo.  

·        Ultima domanda forse effimera; porti ancora quel fatidico numero 18 sulla maglia che ti fu assegnato nel tuo esordio nel campionato di C1 dall’allora NPP, solo scaramanzia o anche altro? 

Niente scaramanzia, non sono superstizioso. Questo numero mi ha sempre ricordato che tutto è iniziato quando ero “l’ultimo della classe”: il 18 non è un numero molto gettonato, di solito viene affibbiato ai giovani che completano la rosa della prima squadra. La maglia numeo 18, “affibbiatami” per l’appunto 11 anni fa dall’amico Renato Ricci, mi ricorda principalmente i sacrifici fatti per realizzare il mio sogno di diventare un giocatore professionista, quindi sono orgoglioso di poterla indossare di nuovo per la squadra della mia città, nell’anno del suo rilancio.  

Giacomo Mariani: nasce a Perugia nel 1986, si forma cestisticamente nell’allora Nuova Pall. Perugia esordisce in campo nazionale a 16 anni nella stagione 2002-03 In C1 sempre con NPP e continua giocare a Perugia fino alla stagione 2005-06 quando fa la prima esperienza nel basket semiprofessionistico a Cecina nel campionato di B1, nel 2006-07 torna a Perugia (Perugia Basket) nella stagione della B2, nel 2007-08 a Fossombrone ancora B1 con coach Paolini e Berny Musso,  2008-09 a Barcellona P.di G. sempre in B1, ed è ancora in B1 con Castelletto Ticino nella stagione 2009-10, poi il salto in A2 dove gioca per due stagioni 2010-11 e 2011-12 nella Tenzenis Verona, 2012-13 torna nella B1 ora diventata DNA prima a Reggio Calabria poi a Omegna.

UFFICIO STAMPA BASKET PERUGIA

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