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Giovanili: lettera aperta dell'istruttrice di minibasket Anna Ferracuti

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Nell’estate del 2015 un gruppo di istruttori e qualche dirigente un po’ visionario decidono di organizzarsi e di dare vita ad un nuovo Centro Minibasket. L’idea è quella di dedicarsi esclusivamente ai più giovani con competenza e professionalità, con pochi soldi ma con tanto entusiasmo e volontà.
A questa idea si aggiunge Stefano Errani con i suoi “ragazzi speciali”, che sposa il progetto e si inserisce a pieno titolo nel nostro staff di allenatori per occuparsi degli Over Limits, squadra composta da disabili di ogni età.
Nasce, il 28 Luglio 2015, la High School Basketball A.S.D..
Consci della scarsità degli impianti in città riusciamo a trovare spazio nella piccola palestra del Savoia. Questa palestra, come tutte le palestre degli Istituti Superiori, viene gestita direttamente dalla scuola e non dal Comune. Per noi è un’occasione da prendere al volo, perché è una delle poche libere che rimane fuori dalle lotte per la conquista degli orari. E’ piuttosto costosa per le nostre tasche, non tanto per la tariffa oraria, ma per il proibitivo canone mensile delle pulizie. Gli istruttori si autotassano rinunciano a una fetta dei loro già esigui compensi, i dirigenti garantiscono comunque la copertura economica e si decide di partire con questa folle idea.

Molti non sanno che gli scarsissimi spazi comunali, economicamente più accessibili e normalmente più idonei, vengono aspramente contesi dalle associazioni sportive. Ognuno è alla ricerca di spazio per la propria attività, ma il principio generale che viene seguito nell’assegnazione degli spazi è quello della “storicità”. In parole povere, se un’associazione usufruisce di un orario l’anno precedente, questo le viene garantito anche l’anno successivo. Indipendentemente dal numero degli iscritti, o dalle squadre iscritte al campionato, o dai normali flussi di aumento o diminuzione degli iscritti, durante le infernali riunioni che avvengono in comune per accordarsi sugli orari, ciò che avviene, è solo una ratifica delle assegnazioni dell’anno precedente. Ovviamente gli orari sono sempre tutti occupati, almeno sulla carta, e vengono puntualmente confermati. Sulla carta, perché nessuno lascia uno spazio anche se non è certo che lo utilizzerà, perché una volta lasciato sa di non riprenderlo mai più. Quindi si conserva ciò che si ha, e si restituisce solo nel caso in cui il costo da sostenere per una palestra vuota sia effettivamente inaffrontabile e, qualora si decida di farlo, mai prima di averne l’assoluta certezza. Ciò avviene molto raramente e solitamente solo verso gennaio, quando è impossibile cambiare orario di allenamento per ovvi motivi organizzativi degli atleti e degli allenatori.

Faccio solo l’istruttrice, non sono esperta di queste procedure, ma non posso non chiedermi quanto tutto ciò sia regolare. Dov’è la garanzia delle pari opportunità?
Riusciamo però ad ottenere, per la nostra squadra di disabili, un’ora settimanale, il sabato pomeriggio alle 15.00, nella decadente cornice del Palaveneto. Purtroppo l’unico spazio comunale disponibile per i nostri ragazzi è quello. Per il minibasket, ovviamente, non c’è niente.
Senza investire in pubblicità, ma affidandoci esclusivamente al passaparola, apriamo il nostro Centro Minibasket nella palestra del Savoia e accogliamo sin da subito 30 bambini. Evidentemente il passaparola funziona, e pur lavorando in una palestrina sconosciuta e fuori dal centro urbano, nel secondo anno di attività, gli iscritti arrivano velocemente a 64.
Forse c’è un effettivo bisogno di un’alternativa rispetto alle proposte già esistenti, tutte rispettabili, ma diverse dalla nostra. Sembrerò presuntuosa, ma se avessimo una palestra decente, forse sarebbe ancor più evidente.
Durante il secondo anno di attività, riusciamo faticosamente a “conquistare”, per i nostri ragazzi di 12 anni, un altro spazio comunale per un solo allenamento settimanale nel pallone geodetico di Vallemiano, da molti considerato un “brutto campo” per noi una vera e propria chimera. La palestrina del Savoia è ormai troppo piccola per le loro esigenze, e quell’ora e mezza a Vallemiano ci dà un po’ di respiro e ci consente di lavorare bene e in un posto idoneo, almeno durante un allenamento settimanale su tre.

Anche gli Overlimits completano la loro formazione arrivando a 13 ragazzi; per loro ci sono gli incontri di integrazione con gli alunni di diverse realtà scolastiche, la partecipazione all’Eurocamp di Cesenatico e tante altre attività mirate alla rottura dei ghetti delle diverse forme di disabilità, mettendo in comunicazione, sullo stesso campo, atleti con disabilità psichica e psicofisica, con atleti normodotati con la consapevolezza di far parte tutti di un’unica squadra. Durante il secondo anno spostano la loro attività dal Palaveneto alle scuole Leopardi, palestrina piccola ma, in qualche modo, sufficiente alla loro attività.
In questi due anni di minibasket abbiamo totalizzato più di 800 ore di allenamento, circa 100 partite, tantissimi tornei locali e due fuori sede, per la gioia dei nostri ragazzi che, venendo sempre tutti coinvolti, senza alcuna selezione, rispondono partecipando massivamente.

I nostri ragazzi crescono, 18 di loro nella prossima stagione sportiva compiono 13 anni e devono naturalmente uscire dal mondo del minibasket per affrontare quello delle Under.
Siamo molto orgogliosi di loro, sono la nostra “prima squadra”, una meravigliosa Under 13 composta da amici cresciuti insieme giocando a basket.
Consci di non poter separare la squadra, mandando ognuno per la sua strada, e consapevoli di doverli far allenare e giocare (per regolamento federale) in un campo con determinati requisiti, ci lanciamo nell’avventura folle dei bandi per l’assegnazione della gestione degli impianti sportivi comunali.
Tali bandi attribuiscono un importante punteggio per “l’esperienza nella gestione degli spazi sportivi” che rende abbastanza vano qualsiasi nostro tentativo. Infatti così accade, si ripete la stessa storia dell’assegnazione degli orari degli impianti comunali. Le nuove associazioni sono escluse a priori, ça va sans dire.

Ci presenteremo di nuovo in comune, il 31 di Agosto, alla consueta riunione per accordare la distribuzione degli spazi comunali, sperando che non sia come sempre un’irragionevole ratifica degli spazi già concessi.
La domanda è già pronta. Ci sarà spazio per noi? Verremo anche quest’anno esclusi dai giochi o ci sarà spazio anche per la nostra piccola ma crescente associazione sportiva, che si occupa delle fasce più deboli di questa società (bambini e disabili) o non troveremo spazio neanche stavolta?
Qualcuno potrebbe obiettare che in città non c’era bisogno di un altro centro minibasket, che gli spazi sono insufficienti per quelli che già esistevano.
A loro rispondo chiedendo di spiegarlo a quei 64 ragazzini e 13 disabili e che invece hanno scelto noi. Soprattutto a quei 18 tredicenni che si aspettano di giocare ancora insieme il prossimo campionato e che probabilmente non avranno un campo dove poterlo fare.

Anna Ferracuti
Istruttore High School Basketball

© Riproduzione riservata

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