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Promozione: svolta epocale per il New Basket Jesi, il Presidente Luca Allegrini ci svela le novità

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New Basket Jesi. Nelle Marche, come presentazione, basta e avanza il nome: una squadra che, da sedici anni, partecipa ai campionati minors. Con l’abitudine di vincerli visto che nelle ultime sette annate ha conquistato per sei volte la promozione in Serie D ed è sempre arrivata in fondo ai playoff. Come l’anno scorso, conclusosi con l’agguerrita finale persa contro i Brown Sugar Fabriano. Ora, tutto pronto per un nuovo assalto? Sì, in un certo senso. Ma con delle differenze, che ci spiegherà Luca Allegrini, lo storico fondatore e Presidente della compagine bianconera jesina.

Luca, nonostante sia della classe del ‘65, sei ancora non solo presidente, ma anche sponsor, dirigente, coach, capitano e giocatore. Dimentico qualcosa
Sì, sono anche massaggiatore e l’addetto al portare acqua e di asciugamani…penso di poter dire che sono un componente della New Basket non a 360°, ma a 720°! A parte gli scherzi, ricoprire tutti questi incarichi non è affatto semplice. Soprattutto non lo è far coincidere gli aspetti dirigenziali con quelli da giocatore che, a volte, risultano non andare nella stessa direzione. Però, essendo lo stesso cervello a decidere, una risposta la devo trovare e quindi, da quest’anno, ricoprirò solo il ruolo di Presidente/giocatore. Ma scenderò in campo solo se il nuovo coach lo riterrà opportuno utilizzarmi: se non lo riterrà opportuno porterò via il pallone e le maglie! (ride, ndr)

Prima di addentrarci nella nuova stagione, spiegaci perché vi hanno definito la favola delle Minors italiane.
Questa definizione ci è stato attribuita due anni or sono dalla direzione marketing della FIP di Roma che, avendo saputo delle vicende sportive positive della nostra armata brancaleone, compagine costituita per il 98% da atleti over 45 e 50…non ha resistito nel darci questo appellativo, peraltro molto simpatico ed accattivante. Un team dove 11 giocatori su 19 sono over 40, e 4 sono over 50 (di cui due over 53) desta sempre e comunque interesse e curiosità disputando un regolare campionato FIP di Promozione contro avversari di 20, 25 massimo 30 anni: giocatori che potrebbero essere tutti nostri figli. Il fatto è che non solo giochiamo, noi vecchiacci vinciamo come testimoniano gli ultimi sei campionati di promozione vinti. Senza dimenticarci l’ultimo, dove la promozione ci è sfuggita solo in gara3 di finale.

Ma qual è il segreto?

Non esiste nessun misterioso o enorme segreto, ci sono solo due aspetti fondamentali: l’amore indissolubile verso la pallacanestro che alla nostra età ancora ci fa calcare i parquet e la vera amicizia che ci contraddistingue, un sentimento profondo e sincero che ci lega da tantissimi anni. Questo il segreto dell’armata brancaleone.

Ora Luca veniamo a noi: abbiamo saputo che quest’anno qualcosa cambierà nella New Basket Jesi. Ci sveli cosa? E in che modo?
Hai saputo bene. Ora ve lo spiegherò. Finito lo scorso campionato, abbiamo fatto una riunione per votare una nuova mia idea per la stagione 2017/2018. La decisione, presa a maggioranza unanime dopo aver votato, lascia qualche dispiacere ma ormai è stata presa: per questa stagione, contrariamente alle ultime sei, giocheremo senza “big” (i grossi calibri della New Basket come Gray, Carney, Del Cadia, Nobili, Zeppa e Donati, solo per citarne alcuni, ndr). Ossia a calcare il campo saranno solo i gregari, compreso il sottoscritto, che fino all’ultima partita dell’ultima stagione hanno tirato la volata per anni negli allenamenti, lasciando poi il campo e la scena ai grandi nomi. Ora, di comune accordo, abbiamo deciso che questo iter doveva subire una variazione radicale: per questo abbiamo deciso di scendere di una categoria, e fare quindi la 1a divisione, un campionato dove crediamo ancora di poter giocare e dire la nostra, e soprattutto dove tutti, e sottolineo tutti, giocheremo per divertirci. Siamo “vecchiacci” ma ancora qualche neurone ci lavora in testa.

Quindi Luca senza sei “big” come credete di poter essere competitivi? Senza nulla togliere a chi, oltre alla passione, gioca dando tutto quello che ha, su 12 giocatori sei big rimangono a casa: questo non ti genera un po’ d’ansia vista l’attitudine alla vittoria?
Da oggi il mio credo e quello dei miei compagni cambierà: vincere non sarà il diktat assoluto e inderogabile come fatto in questi ultimi sei anni, dove su 132 match giocati abbiamo ottenuto per 118 volte la parte rosa del referto con in testa solo un motto, “o vincere oppure out!”. Ora il primo obiettivo è divertirsi insieme, visto che ci rimangono un pugno esiguo di mesi o anni ancora di gioco in campo. Battere ogni avversario per noi diversamente giovani oggi non è tutto. E poi ci sono tanti altri modi di vincere: terminare un match con il sorriso e con un abbraccio vero con i giocatori della squadra avversaria è trionfare nello sport. E chi mi conosce bene, sa che nella competizione sportiva e nella vita io sono così…

Ma quindi Luca, nonostante le uscite nel roster, non arriverà nessun rinforzo?
Con noi “vecchiacci” amanti del basket, entrare nella New Basket Jesi non è cosi semplice: è una casta e i giocatori sono sempre quelli da 10 anni. Però sì, un rinforzo arriverà. E non sarà un over, ma un under: si tratta di Giorgio Rossini, fratello del nostro playmaker Alessandro. Questa è una delle condizioni indispensabili della nostra squadra: per figli, fratelli e parenti dei giocatori non si vota, l’accesso è di diritto. Quindi non mi resta che dare il benvenuto a Giorgio: un altro fabrianese purtroppo (sorride, ndr) ma che ama la pallacanestro come noi! Ma non dimentichiamoci dell’atteso rientro del nostro pivot Stefano Carletti, fuori dai giochi dal novembre 2016 per una bruttissima rottura del tendine di achille…sbrigati a tornare!

Quindi Luca non sei come Boniperti per il quale “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”?
Lo sono stato. Sono cresciuto così, con quell’unico obiettivo. La sconfitta, per me era la fine di tutto: mi portavo dentro una tempesta per giorni, ero intrattabile e nervoso. Poi parlavo con chi sosteneva e sostiene che è più importante il viaggio della la metà in arrivo, ma non capivo: finché lo dicono gli altri e non diventa una tua intima convinzione sembrano solo parole al vento. Da qualche tempo qualcosa è cambiato e adesso è come se avessi fatto una conquista: ho imparato a godermi davvero il percorso, e questo percorso da quest’anno lo godrò con i miei diversamente giovani in campo e nel “terzo tempo”: sulla carbonara non sfidateci perché siamo imbattibili.

Quindi ti vedremo anche perdere col sorriso, a differenza degli altri anni?
Adesso non esageriamo: non dico questo, dico che non sarà più come prima. Si potrà vincere e si potrà perdere…Oggi ci sono problemi più seri di una partita di pallacanestro: oltre alla vittoria e alla sconfitta, c’è una cosa ben più importante che si chiama vita.

Entriamo per un attimo nelle dinamiche interne, anche se sappiamo che uno spogliatoio è uno dei pochi luoghi che non lo permette: sei amato dai tuoi compagni di squadra e, per alcuni aspetti, gestisci anche il tuo branco. Come fai?
Questa è una parola che non mi piace. “Gestire” dà troppo il senso di manipolazione, come se mettessimo le mani per impastare qualcosa. Noi, semmai, tutti insieme ci autogestiamo, come abbiamo sempre fatto da 16 anni ad oggi. Non è il mio branco ed io non il capo branco, sono solo il caio di turno che si impegna a far si che le cose vadano tutte per il loro verso giusto. Io amo i miei compagni di squadra, non a caso ci chiamiamo fratelli, e loro amano me. Siamo tutti per uno e…tutti per uno, insieme! Basta un messaggio o una telefonata e ci attiviamo: facciamo traslochi di noi fratelli, diventiamo autisti in caso di necessità a turno per i nostri figli, e addirittura andiamo a vendemmiare per un nostro compagno viticoltore. Tutti insieme e sempre insieme. Ora da qualche anno abbiamo anche indetto il “New Basket Family Day”, un evento nel week end che coinvolge tutti noi con le nostre famiglie. In giro per l’italia, ma sempre tutti insieme.

Luca, oggi parli in qualità giocatore del New Basket Jesi, ma poco fa sei stato nostro ospite anche come giocatore della Nazionale Italia Master Over 45. Dov’è più bello vincere ?
Vincere è bello sempre e ovunque! Ero felice persino quando vincevo a carte con le mie figlie anni fa, o quando giocavo a calciobalilla. Vincere è una gioia ma, come già detto, non è tutto. Dal 2011 a oggi ho preso e sempre tenuto in mano le redini del team nazionale over 45 insieme al capitano Eugenio “JJ” Capone la squadra lasciatami in eredità da un grandissimo coach come Alberto Bucci e dal team manager Peppe Ponzoni: per me è stato un enorme, onore che mi è stato concesso. Anche in Nazionale ero più un team manager che un giocatore: entrare in campo e soffiare il posto a sei giocatori dal palmares da urlo che sono davanti a me non è cosi semplice. La Nazionale, comunque, è stata concepita come un team di giovanotti pronti sempre ad andare in aiuto di chi ha più bisogno, giocando match per beneficenza e raccogliendo fondi specialmente per bambini bisognosi: non voglio elencare quali e quanti di questi eventi abbiamo organizzato, sono gesti che si fanno con il cuore senza proclamarli al vento.

Mi hai sempre parlato di essere un gregario, sia nella New Basket che nella Nazionale. Eppure, ieri sera, nell’ultimo allenamento insieme con voi ho assistito a un tuo 37/40 dalla media…non proprio qualcosa da gregario…
(Sorride, ndr) È stata una serata fortunata: il canestro era più largo per il caldo e il pallone più piccolo.

In conclusione Luca. Visto quanto ci hai rivelato, quest’anno farete il campionato di 1a divisione senza porvi alcun obiettivo?

Cosa?! Evidentemente non mi sono spiegato bene. Quest’anno più che mai i ragazzi del “geriatrico jesino” vorranno dimostrare a se stessi e ai loro figli che sono ancora capaci di giocare a basket! Le avversarie sono avvisate: attenzione che l’armata brancaleone c’è ed è già pronta! Sempre con in testa il nostro motto: la pallacanestro è una scelta di vita!

Insomma, mi sa che anche quest’anno se ne vedranno delle belle: in bocca al lupo New Basket Jesi!

Carlo Maria Audino

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