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D Regionale: la passione per il basket non ha età, quattro chiacchiere con Maurizio Venturi (Titans Jesi)

Tornato nei campionati minor marchigiani dopo cinque stagioni a Gualdo nella Serie C Silver, Maurizio Venturi a quasi 52 anni di età rappresenta ancora uno dei lunghi in grado di spostare gli equilibri del campionato. Un giocatore senza età protagonista dodici mesi l'anno sui parquet con la maglia della squadra di club e della Nazionale Master della quale fa parte ormai da nove anni. 

- Allora Maurizio, avete subito iniziato con una bella vittoria nel derby contro la Virtus Jesi. Niente male per una neopromossa.
"Abbiamo fatto un'ottima gara, conducendo nel punteggio praticamente per tutti i quaranta minuti; ed anche se la partita è stata sempre aperta l'abbiamo gestita con sicurezza e tranquillità. Io venivo da 15 giorni di attività a causa di un problema ad una spalla, e sono riuscito a recuperare per scendere in campo solo nell'immediata vigilia. Non va neanche dimenticato che abbiamo giocato senza Sabbatini, che quando sarà in forma rappresenterà per noi un'ottima alternativa. La squadra è nuova, deve abituarsi a giocare con un lungo come me, e soprattutto dovrà abituarsi a giocare ad un campionato diverso dalla Promozione fatta lo scorso anno. Ma nonostante ciò sono soddisfatto del nostro inizio."

- Che ambiente hai trovato ai Titans Jesi?
"Le ultime stagioni le ho giocate a Gualdo che considero ormai la mia casa. Sono stato benissimo e pensavo che avrei chiuso la carriera con gli umbri. Poi in estate sono sorti alcuni problemi, e sono stato contattato da Francesco Donati che era appena approdato ai Titans. La società mi ha trasmesso subito entusiasmo, mi hanno fatto sentire importante e così abbiamo trovato un accordo molto rapidamente. Inoltre conoscevo molto bene coach Giordani, e questo ha influito nella mia scelta. L'ambiente è positivo e la società ha molta voglia di fare, gli ingredienti per fare bene ci sono tutti."

- Quale pensi possa essere il vostro obiettivo?
"Onestamente non conosco molto bene il campionato, manco dai campionati marchigiani da qualche anno, per cui non posso dirti esattamente il livello di tutte le squadre. Credo che abbiamo tutte le carte in regola per disputare un buon campionato, siamo una squadra ha una dimensione sia interna che esterna, e penso che il nostro obiettivo minimo debba essere quello di entrare nei playoff. Poi si vedrà."

- Come ti immagini il livello della Serie D marchigiana?
"L'ultima volta che ho disputato la Serie D marchigiana è stata sei anni fa con la maglia dello Janus Fabriano, ed abbiamo vinto il campionato da imbattuti. Penso che il nostro girone possa essere di un discreto livello soprattutto tecnico, e sono proprio curioso di scoprire il valore delle nostre avversarie."

- Per quanto tempo ti vedremo ancora in campo?
"Ovviamente alla mia età ragiono anno per anno. Quando mi renderò conto che non ce la farò più e farò fatica a stare in campo allora appenderò le scarpe al chiodo. Mi alleno con la squadra due volte a settimana e gli altri giorni vado comunque in palestra, cerco di curare al meglio il mio corpo e questo fino ad ora mi ha sempre permesso di dire la mia, anche se gli acciacchi non mancano."

- Cosa ti spinge a scendere in campo ogni sera con la solita determinazione di trent'anni fa?
"La motivazione principale sta nella grande passione e nell'amore smisurato che ho per questo sport. Mi diverto ancora tanto e negli ultimi anni far pare della Nazionale Master mi dato ulterirore spinta ad andare avanti."

- C'è un aneddoto o una stagione che ricordi con particolare piacere?
"Di aneddoti ne ho tanti da poter scrivere un libro. Ma a dire il vero c'è una stagione che ricordo con grande piacere: parlo dell'anno 1989 quando con Gualdo vincemmo la Serie D salendo in Serie C, e con la squadra universitaria di Camerino della quale facevo parte, conquistammo il quarto posto alle finali nazionali. Quello è l'anno sportivo che sicuramente ricordo con maggior piacere."

- Ed invece hai qualche rimpianto?
"Di rimpianti non ne ho molti, ma se devo dirtene uno posso ricordare l'anno in cui tornai a Fabriano dopo una stagione trascorsa a Benevento, era il 1995. Mi allenai tutta l'estate con la Serie A del Fabriano Basket, avrei potuto fare tranquillamente il nono o il decimo giocatore. Ma le cose andarono per le lunghe ed il contratto non si concretizzò. Così negli ultimi giorni di mercato firmai per Tolentino. Mi sarebbe tanto piacere fare un'esperienza in Serie A ma le cose purtroppo non andarono nel verso giusto."

Giuseppe Contigiani

© Riproduzione riservata

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