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Promozione A: Simone ed Edoardo Santi, stasera a Fossombrone si scrive la storia

Se parteciperai, potrai assistere all’esordio stagionale dei nostri ragazzi ma soprattutto vedere per la prima volta in un campionato FIP giocare Simone Santi ed Edoardo Santi. Insieme.
Due generazioni, padre e figlio, in campo con la stessa maglia del Fosso.

SIMONE ‘il postino’ SANTI – 53 anni
Simone, meglio conosciuto sui parquet (e linoleum) della provincia con il soprannome ‘il Postino’, si trova ancora una volta ai blocchi di partenza di un campionato di pallacanestro e non sembra avere nessuna intenzione di mollare.
Addirittura continua a partecipare a Tornei Over 40 in giro per l’Italia e l’Europa e ‘dicunt’ che sia pure uno dei migliori.
Dopo aver indossato la canotta del Fosso per tanti anni, è stato anche dirigente del G.S. Fossombrone e fondatore e dirigente del Nuovo Basket Fossombrone, oltre che membro del Comitato organizzatore del Torneo Internazionale di Minibasket. Per non farsi mancare niente è anche Ufficiale di Campo FIP.
Nel 1964, poco prima che Simon nascesse, John Havlicek, leggenda indiscussa del basket mondiale, condusse i Celtics all’ottavo titolo NBA consecutivo. Le partite erano in bianco e nero, non c’era il tiro da tre, in tribuna (e in panchina) si fumavano sigari e sigarette, ma il basket era sempre quello.

In finale contro i Warriors, inventò il ‘tiro cambiato in corsa’: penetrazione e spostamento della palla da sopra la testa all’altezza del ginocchio, con una parabola a campanile che descrisse un’arco perfetto prima di trapassare il cotone, lasciando di stucco i presenti. Un’azione che spesso vediamo fare al ‘nostro postino’.
Havlicek era soprannominato ‘Hondo’ come il famoso personaggio interpretato da John Wayne: in quel film il buon Hondo risolveva una guerra con un duello che vinceva all’ultimo secondo, come fece Havlicek nella finale di Eastern Conference del 1965, rubando palla negli ultimi istanti di gara e impedendo il tiro agli avversari.Un’altra tipica azione del ‘nostro postino’, mago del ‘furto’.
A proposito di postino, quello dell’NBA, Karl ‘the mailman’ Malone, nacque solo pochi mesi prima di Simone ma si è ritirato nel 2004.
L’altro invece ancora gioca…

EDOARDO SANTI – 16 anni
Per Edo invece, tutta la vita sportiva di fronte ed un futuro da scrivere.
Dopo l’esordio dell’anno scorso in Serie C con la nostra maglia, è di nuovo nell’organico che affronta il medesimo campionato e ha già avuto modo di calcare il parquet nelle prime uscite stagionali. Nel 2001, pochi mesi dopo la nascita di Edoardo, Allen Iverson scrisse una storia destinata a rimanere scolpita per sempre nei nostri cuori, malati di basket. Dopo aver vinto l’MVP dell’NBA, portò i Sixers alle Finals NBA, facendo fuori prima i Pacers di Reggie Miller, poi i Toronto di Vince Carter ed infine i Bucks di Ray Allen. In finale riuscì perfino a vincere una gara contro i Lakers di Bryant e O’Neal, fino al quel momento imbattuti ai playoff. Quel giorno dimostrò al mondo come un’atleta di 183cm, senza grandi apparenti doti atletiche, poteva combattere alla pari contro i giganti dell’NBA. E fargli paura. Sguardo di sfida nei confronti di tutti, nessun timore reverenziale. Solo voglia di vincere e lavorare per coach e squadra. Quello che auguriamo a Edo. E gli auguriamo di farlo con indosso la maglia della nostra città. A noi malati di basket (un po' storditi), queste storie piacciono. Ci ricordano che questo sport è un po' romantico e un po' cazzuto, un po' in bianco a nero e un po' a colori, un po' vinci e un po' perdi.

Un grande in bocca al lupo ai nostri per stasera e in particolare alla ‘Santi’s Family’, da oggi nella (nostra) storia.

E poi c’era Mauro ‘Larry’ Santi…
…ma questa…
…beh…
…questa è un’altra storia.

Ufficio
 Stampa Nuovo Basket Fossombrone

© Riproduzione riservata

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