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D Regionale: una pessima % da tre punti condanna il Brown Sugar Fabriano alla sconfitta

La società Brown Sugar Fabriano comunica che, all’indomani del drammatico 0/21 dall’arco registratosi in data 3/11/2017, l’intero drappello agli ordini del tandem Vico-Gentili è stato condotto mediante bus-lettiga presso il dipartimento di Oculistica del nosocomio Engles Profili di Fabriano. Tutti i membri del roster sono stati sottoposti a interventi di cataratta ad entrambi i bulbi oculari, eseguiti da un “Dream Team” di oftalmologi creato ad hoc per l’emergenza visiva. In base a una prima valutazione ortottica, l’operazione collettiva di facoemulsificazione sembra perfettamente riuscita.

Dopo un trattamento complessivo da tre damigiane di collirio Clarastil “Lacrima Magnum”, con la viva speranza che non venga scambiato dai degenti per Lacrima di Morro d’Alba superiore (e annessa bruttissima fine), lo staff medico auspica che già nella giornata di lunedì 6 novembre la ciurma potrà tornare abile e arruolata per riprendere il proprio affannato cammino in salita cestistico.+++

Recita così, più o meno, il bollettino post-disfatta mazziniana. Riavvolgiamo il nastro: la prima pesante debàcle interna dei Brown Sugar rimanda proprio alla rotta di Caporetto: i virgulti giovinotti della CAB Stamura Ancona abusano a piacimento della truppa fabrianese per 40 minuti, confermando la loro fama di predatori da trasferta. La speranza di cicatrizzare la ferita di Morrovalle, per Moscatelli e compagni, va subito ad infrangersi di fronte alla zone-press “iradiddio” degli assatanati fanciulli dorici, che scappano subito via senza che la compagine locale abbia modo neppure di leggere il numero di targa.

La batosta diventa tregenda quando, con le palpitazioni d’ansia da recupero, il team fabrianese dà il via a una maldestra gara di tiro al barattolo, manco fossimo a un revival dell’ormai defunta festa di Santa Maria (ricordate? “Tre palle un soldo, e volendo se po’ pure vince!!!”). Alle polveri fradicie dalla lunga si abbina poi una difesa volta al pacifismo più puro: osservando i cartai nella loro metà campo, a confronto persino le monache benedettine del convento di Santa Margherita sembrano un battaglione di “Peshmerga” curdi. Il tabellone finale è inclemente: 68-89. Per affogare i patemi d’animo il canonico fusto di luppolo fermentato stavolta non è sufficiente: si attinge direttamente a distillati centerbe dai 70 gradi a crescere.

Lo score della legnata sentenzia così: Carnevali 13, Narcisi, Tonini 2, Pellacchia 11, Moscatelli 8, Braccini 3, Andrea Sacco 6, Pallotta 7, Nizi 10, Fabrianesi 2, Luca Sacco 6. Ora non resta che confidare nelle ritrovate diottrie: Santa Lucia è alle porte. E la trasferta di Macerata pure. Daje raga!

Valerio Mingarelli

 

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