Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi

D Regionale: Fochi Pollenza, il neo coach Luciani " Sono pronto e determinato per iniziare questa nuova avventura "

Il clima di rinnovamento in casa Fochi passa, innanzitutto, per l'approdo in panchina del nuovo coach, Nicolò Luciani, che vi subentra dopo quattro anni di gestione Santecchia. Quale modo migliore di conoscere il nostro nuovo condottiero, se non quello di sederci a tavolino per un'intervista a 360 gradi?

Benvenuto, Nicolò. Cosa ne diresti se iniziassimo la nostra chiacchierata condividendo con i nostri tifosi gli antefatti della tua carriera da allenatore? Diamo un caloroso benvenuto al nostro nuovo coach, Nicolò Luciani. Cosa ne diresti se iniziassimo la nostra chiacchierata condividendo con i nostri tifosi gli antefatti della tua carriera da allenatore?
N. : La mia esperienza in panchina inizia ben undici anni fa, alla guida del minibasket maceratese. Il debutto ha acceso sin da subito i miei entusiasmi, spingendomi, qualche tempo dopo, ad approdare al settore giovanile dell’ABM, del quale ho toccato ogni singola categoria. Ho ricoperto la carica di assistente per circa sette anni. Nel corso degli ultimi quattro, oltre al settore giovanile, sono stato affiancato anche alla prima squadra dell’ABM, dove ho avuto la fortuna di assimilare le incredibili conoscenze prima di Andrea Gnecchi, poi di Matteo Palmioli. A tal proposito, tengo a ringraziare entrambi, oltre a Giorgio Contigiani, per il bagaglio di esperienze che hanno messo a mia disposizione nel corso della nostra collaborazione: devo moltissimo ad ognuno di loro. Tornando al mio iter da allenatore, come ho anticipato, a metà del terzo anno di attività, precisamente a gennaio, ho fatto il mio ingresso in prima squadra per poi assumerne le redini nel corso della stagione appena passata. È stata un’esperienza unica, in grado di regalarmi emozioni fortissime.

Alla vigilia della tua prima avventura lontano da quella che è stata la tua casa per tantissimi anni, quali emozioni e quali consapevolezze porti in valigia con te?
N. : Innanzitutto la consapevolezza di dovere tantissimo a tutto il mondo ABM, che mi ha formato e lanciato in ambito manageriale, affiancandomi ad allenatori di rilievo che, come ti dicevo prima, mi hanno insegnato tantissimo. Se sono qui, ora, è soltanto merito loro. La mia decisione di andarmene nasce da una presa di coscienza: dopo tre anni in panchina, in qualità di assistente, non è stato facile assumere il ruolo di capo-allenatore. Sono legato ad ogni singolo giocatore dell’ABM, li ho visti crescere e maturare dentro e fuori dal campo, ed è difficile preservare un atteggiamento autoritario quando sono in ballo rapporti personali. Considero ognuno di loro un amico, ancora prima che un giocatore, e proprio per questo motivo la separazione è stata tanto difficile. Per questa ragione, tengo a sottolineare che la mia scelta risale a molto prima della proposta dei Fochi: avrei comunque intrapreso un nuovo cammino, a prescindere dalla destinazione. Ora, sta per iniziare un’avventura completamente nuova e il mio sguardo è rivolto al futuro: sono emozionato, carico e pronto a dare il massimo per la mia squadra. La società dei Fochi ha riposto grande fiducia in me e nelle mie potenzialità. Amo questo gruppo e farò di tutto per regalarci grandi soddisfazioni.

L’entusiasmo, la determinazione e la singolarità dei Fochi si sono fatte prepotentemente spazio all’interno del palcoscenico cestistico regionale nel corso degli ultimi quattro anni. Conoscevi già la nostra realtà, prima del tuo arrivo in panchina?
N. : Stai scherzando? La risponda non può essere che sì. Conosco ormai da tempo la realtà dei Fochi: ho iniziato a seguirli già durante le loro prime due stagioni di militanza in Promozione, grazie al passaparola di amicizie comuni e alla forte presenza mediatica della società nel circuito dei social. Oltretutto, sin d’allora, c’è stato un rapporto di stima reciproca tra me e diversi membri del collettivo. Posso dirti con assoluta certezza che, quando ho accettato di sedermi sulla panchina dei Fochi, sapevo benissimo a cosa e a chi sarei andando incontro.

Colgo la palla al balzo per ricollegarmi alla tua risposta e chiederti se hai già avuto occasione di entrare in contatto con i membri della squadra? Se sì, quali sono state le tue impressioni in merito al clima societario e alla rosa ad ora a tua disposizione?
N. : Naturalmente! Ho già avuto modo di conoscere ogni singolo membro del collettivo. Abbiamo effettuato un paio di sedute di rodaggio nel corso delle ultime settimane, con annessa cena post-allenamento, così da approfondire la nostra conoscenza. La mia impressione è che questa squadra nasconda un potenziale enorme, di conseguenza il mio primo obiettivo sarà quello di farlo emergere nella sua totalità. Sin troppe storie sono state dette sul loro conto, molte delle quali infondate, a mio parere. Ho accettato volentieri questa sfida proprio perché sicuro del fatto che si trattasse di un gruppo di ragazzi determinati, talentuosi e mossi dalla volontà di dare il meglio una volta scesi in campo. Si ha l’impressione di essere parte di una grande famiglia, dove aleggia un clima meraviglioso: era esattamente questo genere di ambiente che cercavo. D’altra parte, la società mi ha colpito sin da subito. Al suo interno, ogni singolo membro riveste un ruolo particolare e si occupa della sua specifica mansione. Inoltre, siamo in contatto giorno per giorno: i dirigenti sono i primi a voler essere resi partecipi dei miei progressi con la squadra, oltre a coinvolgermi nelle dinamiche di mercato. Nutro per il presidente Massimo Mazzoleni una stima profonda e lo stesso vale per Matteo Santecchia, mio predecessore, ora dirigente sportivo, che conosco ormai da una vita.

Al di là delle qualità dei singoli, quali credi siano le caratteristiche fondamentali per far sì che quest’anno la squadra conquisti una posizione di rilievo all’interno del circolo di serie D regionale?
N. : Innanzitutto un’impostazione di gioco ben definita, e non perché negli scorsi anni non l’avessero, ma sono convinto che ogni singolo elemento della squadra debba sapere come muoversi anche in funzione dei suoi compagni così da remare tutti insieme verso la stessa direzione. Inoltre, sarà fondamentale la condizione psicologica, quindi mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della stagione. I Fochi vengono da due anni di militanza in serie D durante i quali, fino a dicembre/gennaio, sono stati in grado di occupare le posizioni di testa della classifica, per poi però andare a scemare nel girone di ritorno. Ecco, una delle mie prime preoccupazioni sarà quella di mantenere la squadra costante per tutto il campionato, visto che dispone di tutte le carte in regole per farlo.

Senza dubbio è ancora presto per parlarne, dato che siamo soltanto a giugno inoltrato, ma quali potrebbero essere i prossimi step in programma per la squadra? Puoi darci qualche indiscrezione sugli impegni estivi che aspettano i nostri ragazzi, Nicolò?
N. : Come già anticipato, siamo partiti da queste due sessioni di allenamento che si sono rivelate fondamentali per due ragioni: ho avuto modo di conoscere di persona ogni singolo giocatore, vedere come si muovono i ragazzi sul campo e studiarne le potenzialità, ma ne abbiamo anche approfittato per testare qualche nuovo innesto e provare quindi a integrarlo all’interno del gruppo. A livello di step, come dicevi bene Giacomo, non abbiamo ancora pianificato nulla, visto che i tempi non sono ancora maturi. Si partirà verso metà, fine agosto con la consueta preparazione atletica. Soltanto a quella data consulterò il preparatore per pianificare insieme le varie amichevoli pre-campionato e i carichi di lavoro da sottoporre ai ragazzi.

Hai parlato di “nuovi innesti”… Come si sta muovendo la società sul mercato? Hai fatto qualche nome in particolare o state tastando il terreno alla ricerca di elementi che possano arricchire il collettivo per andare a completarlo?
N. : Il nostro obiettivo è quello di piazzare un paio di colpi che possano far fare il salto di qualità alla rosa, ma che al contempo non vadano a incrinare i delicati equilibri interni al gruppo. Questo aspetto riveste un’importanza fondamentale a mio parere. Faccio un esempio: preferisco di gran lunga un giocatore meno dotato dal punto di vista del gioco, ma più vicino al nostro ambiente, a un talentuoso estraneo alla mentalità dei Fochi. Non sarà facile trovare i profili giusti, ma la società si sta muovendo in maniera impeccabile, rendendomi partecipe giorno dopo giorno delle loro mosse sul mercato: proprio per questo confido nell’operato di ogni singolo dirigente. Questo clima mi fa sentire parte integrante del progetto: c’è condivisione di intenti, c’è la volontà di mirare soltanto al meglio per i Fochi. Tuttavia, credo proprio bisognerà attendere un po’ per ufficializzare qualche nuovo acquisto, è ancora troppo presto per chiudere un’ipotetica trattativa.

Un’ultima domanda, Nicolò. Quando siedi in panchina, hai una figura di riferimento, da cui trai ispirazione per l’etica del lavoro e lo spirito da trasmettere ai tuoi ragazzi?
N. : Ti rispondo immediatamente: Coach Carter, dal film omonimo. Quando l’ho visto, ho capito sin da subito che sarei voluto diventare quel genere di allenatore che spinge i propri ragazzi a lasciare tutto sul campo, a impegnarsi a fondo e con costanza, ma senza mai perdere la voglia di divertirsi.

Siamo certi che ci riuscirai, Nicolò! In chiusura di intervista, direi che il modo migliore per avvicinarti ai nostri tifosi sia quello di salutarli e mandare un messaggio forte per questa nuova stagione…
N. : Ai nostri tifosi mando un saluto rovente, con la promessa di farli divertire per tutto l’arco della prossima stagione, conquistando quante più vittore possibile. Ciò che più mi auguro è di tornare a vedere il palazzetto pieno, proprio come è accaduto nei primi due anni dei Fochi. Era uno spettacolo unico assistere alle loro partite: fortissima presenza sugli spalti, maglie e felpe ufficiali ovunque, la Fochi TV. Ai tifosi chiedo quindi di tornare ad animare la bolgia del palazzetto, perché sarà grazie al loro tifo che i ragazzi avranno una ragione in più per lottare e cercare di portare a casa la vittoria a qualunque costo.

Faremo di tutto per riportare i tifosi al palazzetto, per tornare ad accendere la bolgia, su questo non c’è dubbio. Chiudo l’intervista, Nicolò, ringraziandoti per l’attenzione con cui hai risposto alle nostre domande e facendoci un immenso in bocca al lupo per questa nostra nuova emozionante avventura da vivere insieme!
N. : Grazie a te, Giacomo, e ai tifosi che ci seguono tanto assiduamente. Ne vedrete delle belle quest’anno! Viva il lupo e “FORZA FOCHI”!

Giacomo Gardini
Social Media Manager - ASD Fochi

 

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare anche: