Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi

Serie C Silver: Airino Basket Termoli, coach Massimo Di Lembo "Giocheremo un basket divertente, gli obiettivi li scopriremo più avanti"

Abbiamo intervistato Massimo Di Lembo (nella foto tratta dal sito www.airino.it), nuovo head coach dell' Italiangas Airino Basket Termoli che nella stagione 2018/2019 parteciperà al campionato di serie C Silver Abruzzo/Molise/Marche/Umbria. Queste le sue parole.

Allora Massimo, innanzitutto auguri per questo nuovo incarico. Partiamo con una domanda semplice: come ti senti?
"Si chiude un capitolo meraviglioso della mia vita: ho gioito e sofferto grazie al gioco e adesso sono felice di avere l’opportunità di continuare a farlo nel ruolo di allenatore."

Hai giocato per tanti anni, calcando parquet di serie C, serie B2 e B1. Nelle ultime stagioni sei tornato a vestire la maglia dell'Airino. Cosa si prova a passare dalla parte del giocatore a quella del coach, in particolare nella tua Termoli?
"Essere protagonisti in campo campo credo sia un’emozione unica, ma allenare e vedere ragazzi giocare meglio di come sarei stato capace io, è altrettanto appagante e stimolante. Essere il coach dell’Airino dopo tutti questi anni di grandi risultati sportivi e di pubblico è una grande responsabilità."

Da qualche anno alleni nel settore giovanile. Quali sono o potrebbero essere le differenze tra allenare ragazzi e allenare una squadra senior?
"La differenza principale è che le squadre dei ragazzi non le costruisce il coach, almeno nelle realtà piccole come la nostra, mentre la squadra senior, in particolare quella di quest’anno, è stata costruita facendo delle scelte specifiche sul numero, le qualità delle persone e le caratteristiche dei giocatori. Inoltre in una squadra senior i risultati sono sotto gli occhi di tutti e si viene giudicati soprattutto per questi."

Entriamo nel dettaglio. Il roster che avrai a disposizione è ancora in fase di definizione. Ci puoi anticipare qualcosa sull'impostazione della squadra?

"Il roster per la verità è definito ormai da una settimana. Per una precisa scelta della società, condivisa anche da me, per metà è composto da ragazzi del 2000, del 2001 e qualche 2002. L’altra metà è composta da giocatori di talento, tutti in grado di segnare e far segnare. Devo dire di essere molto soddisfatto."

Una squadra contornata, dunque, da tanti giovani. In un Basket come quello italiano dove il giovane fatica a trovare spazio, non pensi possa essere "rischioso" dal punto di vista dei risultati? Che visione hai in merito?
"Sicuramente è rischioso ma credo che i giovani giocatori, purché di talento, purché guidati ed assistiti, e magari lasciati anche liberi di sbagliare qualche volta, possano dare molto."

Hai già iniziato a sviluppare delle idee di gioco?

"Certo, ho scelto giocatori che hanno delle caratteristiche precise che reputo funzionali al gioco che vorrei sviluppare, data la struttura della squadra."

Domanda banale, ma sempre utile: cosa ti aspetti da questa stagione? Quali sono gli obiettivi?
"Mi aspetto che la mia squadra riesca a giocare una pallacanestro divertente ed efficace, che i ragazzi trovino la propria dimensione in una squadra ed in un campionato di alto livello per loro, e che riusciamo a competere al di là delle nostre aspettative. Gli obiettivi li scopriremo giocando partita per partita."

Pensi che questa esperienza all'Airino possa essere una vetrina o un trampolino di lancio per una carriera da allenatore ricca come quella di giocatore?
"Ho sempre giocato pensando ad interpretare meglio che potevo il mio ruolo nella squadra. Ho sempre pensato che l’etica del lavoro portasse risultati a lungo termine. Cambia il mio ruolo nel gioco ma non cambierà il mio approccio."

Un'ultima domanda: sappiamo che al tuo fianco, in qualità di assistente, ci sarà tuo fratello Pino che per molti anni ha ricoperto il ruolo di head coach della prima squadra sin dai tempi della serie D. Vi siete ritrovati nelle vesti di allenatore e giocatore nelle scorse stagioni ed ora siederete vicini nelle vesti di allenatore e vice. Cosa si prova a raccogliere questa eredità?
"Come ho già detto prima, con lui allenatore ed io in campo, insieme ai compagni degli anni passati, abbiamo raggiunto 4 finali consecutive. La responsabilità è tanta ma anche la voglia di far bene. Mi sarà di aiuto in tanti aspetti della gestione, mentre nelle idee di gioco ci siamo già confrontati negli scorsi anni."

Vuoi fare un appello ai tifosi e a tutti gli appassionati del basket in città per la stagione che sta per cominciare?
"Il pubblico dell’Airino in questi anni si è sempre distinto per numero e calore, grazie ai risultati ma anche a chi, non lo dimentichiamo, ha saputo creare entusiasmo e interesse intorno alla squadra. Cambiano gli allenatori ed i giocatori, ma l’Airino resta la squadra di Termoli. Perciò l’invito è quello di restare vicino alla squadra e divertirsi domenica dopo domenica!!!"

A Massimo un enorme in bocca al lupo da tutta la società per questo nuovo percorso.

Ufficio Stampa Airino Basket Termoli

 

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare anche: