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I migliori statunitensi nel basket italiano

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Da sempre, quando pensiamo al grande basket, la mente ci porta dall'altro lato dell'Oceano, ossia verso gli Stati Uniti d'America, patria della pallacanestro di più alto livello in assoluto. Le schiacciate a canestro di Michael Jordan un tempo e di Lebron James adesso sono sicuramente le più spettacolari di sempre ed è per questo che quando parliamo di basket, parola tra l'altro inglese, pensiamo direttamente agli USA. Dato il livello elevatissimo dell'NBA, però, vari giocatori importanti nati negli Stati Uniti si sono decisi ad approdare in Europa per farsi valere anche in un contesto meno esigente ma comunque stimolante. Andiamo dunque a vedere quali sono stati i più grandi cestisti statunitensi nel campionato italiano.

La Serie A, nella quale adesso l'Armani Milano, un tempo conosciuta come Olimpia, la fa da padrone ed è la grande favorita dai siti di scommesse, oramai sempre più popolari tra gli appassionati di sport grazie a offerte come il bonus di benvenuto di Betfair, è stata scenario di esibizioni di grandi fenomeni provenienti dagli USA. Il primo che ci viene in mente è Mike D'Antoni, che arrivò proprio a Milano nel 1977 per diventare poi parte integrante del progetto sportivo della società, oltre che un milanese adottato. Naturalizzato italiano, giocò anche varie partite con la nazionale azzurra alla fine degli anni '80, prima di intraprendere la carriera d'allenatore proprio all'Olimpia. Adesso agli Houston Rockets, con Milano mise a segno oltre 5 mila punti in tredici stagioni.

Negli anni '90, in quel di Treviso arrivò invece Tyrus Edney, un playmaker rapidissimo e dalla tecnica squisita. Immarcabile nel breve, Edney vinse vari titoli con la squadra trevigiana, anche se il suo momento di gloria assoluto fu senza dubbio il canestro contro il Maccabi Tel Aviv che diede a Treviso il lasciapassare per la Final Four di Barcellona 2003. Prodotto della famosa università UCLA, Edney ne è adesso vice allenatore, il che dimostra come anche lui abbia voluto continuare a gravitare nel mondo del basket.

Il più compianto di tutti, però, è Alphonso Ford, stroncato da una leucemia che lo ha allontanato dal mondo troppo presto, quando ancora aveva molto da dare al basket mondiale. Protagonista di grandi anni tra Pesaro e Siena, la guardia nativa del Mississipi aveva fatto sognare i tifosi della società marchigiana, che grazie a lui aveva toccato il cielo con un dito e raggiunto obiettivi impensabili prima di allora. Ancora oggi, infatti, viene ricordato con affetto dai tifosi delle due squadre che con lui diedero vita a un ciclo di vittorie incredibile.

In quel di Napoli, invece, in molti continuano a rimpiangere il talento di Lynn Greer, playmaker mancino di Philadelphia che giocò solo una stagione all'ombra del Vesuvio ma scrisse la storia della società partenopea. Con Napoli Greer vinse la Coppa Italia 2006 e mise a segno 905 punti in 40 partite, mettendo a referto la propria miglior stagione di sempre, cos' come quella della società. Questi straordinari cestisti trasferitisi in Italia dimostrano quanto sacrificarsi e cambiare aria possa poi, alla lunga, pagare.

 

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