Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi

Unibasket Lanciano, Povilas Cukinas ''Soddisfatto della stagione, finora è stata un'esperienza positiva''

Questa settimana il Campionato di Serie C Gold si prende una pausa e quindi ne abbiamo approfittato per fare una piacevole chiacchierata con il nostro pivot, il lituano Povilas ?ukinas, raccogliendo le sue considerazioni e ricostruendo le fila di una carriera vissuta ad alti livello calcando grandi palcoscenici.

- Ciao Povilas, inanzitutto ti trovi bene a giocare e vivere qui in Abruzzo?
"Devo dire che questa parte d’Abruzzo rappresenta per me davvero un bel posto dove vivere. Il clima è molto buono e ci sono tanti giorni di sole e caldo in più rispetto alla Lituania, il mio paese. Vivo in un appartamento con tutti i confort e le esigenze e abbiamo a disposizione delle buone palestre dove allenarci e giocare. Quindi sì mi sento davvero a mio agio qui."

- Dopo diversi campionati giocati in giro per l’Europa sei arrivato qui per essere il punto di riferimento di una squadra giovane ma ambiziosa: ad oggi come giudichi questa esperienza?
"Finora ho avuto una lunga carriera nel mondo del basket e questa “avventura” non è ancora finita. Ho giocato in diversi campionati in paesi diversi e questo ha rappresentato per me un grande bagaglio di insegnamenti. Ho avuto tantissimi allenatori da cui ho cercato di “catturare” consigli e competenze e posso dirti che quando arriverà il momento di chiudere con il basket giocato, mi vedrei e mi piacerebbe molto diventare un allenatore. Per quello che riguarda quest’ annata con l’Unibasket devo dire che si tratta di una esperienza molto positiva che mi sta dando l’occasione di aiutare i giovani giocatori a migliorare le proprie prestazioni attraverso la condivisione delle mie competenze e dei miei consigli con loro."

- Facciamo un passo indietro e ripercorriamo la tua carriera: nel 2005 - 2006 con il Lietuvos Rytas hai vinto sia il campionato lituano che la Uleb cup. Che ricordi hai di quella annata storica?
"Quell’annata il Lietuvos Rytas ebbe una grande stagione, vincendo praticamente tutti i trofei a cui aveva partecipato, e fu un successo perché quello che accade rappresentò un motivo di soddisfazione, perché ogni giocatore professionista si allena per poter per vincere, conquistare trofei e magari lasciare un segno nella storia del club, oltre che per avere sempre dei bei ricordi in futuro. Ricordo che tutta la città di Vilnius (capitale della Lituania) stava festeggiando con noi e vincendo quella edizione della Uleb Cup il club ottenne anche il diritto di giocare nella prestigiosa Eurolega, l’anno successivo. Io ero molto giovane all’epoca, ma ebbi comunque il mio ruolo e le mie occasioni in quella squadra. Sapevo che solo lavorando duramente e con tanto impegno mi sarei ritagliato il mio spazio meritando di affrontare i grandi giocatori che calcavano la scena in quegli anni."

- Tra il 2007 ed il 2008 hai difeso i colori di Cantù, una società storica della pallacanestro italiana: cosa puoi raccontarci di quel campionato e di quella squadra?
"Cantù è stata la seconda squadra non lituana in cui ho giocato. È una piccola città ma con alle spalle tanti tifosi molto calorosi e una lunga e blasonata storia. In quell’annata abbiamo avuto un team giovane ma ambizioso e con buon allenatore (Luca Dalmonte). Quella stagione raggiungemmo i playoff ma perdemmo al primo turno. Anche dal punto di vista personale fu per me un campionato molto positivo, visto che mi permise di confrontarmi con uno dei tornei di basket più forti e competitivi d’Europa. Un’esperienza che mi permise anche di viaggiare molto e conoscere varie regioni e città del vostro paese."

- Nel 2009 con lo Zalgiris Kaunas hai partecipato all’Eurolega: ricordi qualche compagno o a vversario in maniera particolare?
"Quella non fu un’annata molto fortunata per me perché mi feci male a novembre e l’infortunio mi costrinse a saltare tutto il resto della stagione. Ma comunque essere chiamato a rappresentare la propria nazione in una competizione europea tanto importante fu per me motivo di grande soddisfazione. Tra i “top players” dell’Eurolega mi ricordo di giocatori come Travis Watson (ex Fortitudo e Oimpia Milano) e Marcus Brown (ex Zalgiris, Maccabi e Treviso), che all’epoca stava per concludere la sua carriera nel basket giocato. Essi hanno rappresentato per me un grande esempio con la loro professionalità e straordinaria cultura del lavoro."

- "Sei stato più volte convocato nelle diverse selezioni nazionali: cosa si prova a rappresentare il proprio paese nel mondo?
In Lituania la pallacanestro rappresenta lo sport principale e maggiormente praticato. Abbiamo meno di 3 milioni di abitanti come popolazione, quindi direi che la Lituania è un piccolo paese ma con un grande amore e una grande passione per questo gioco. Ed è sempre stato un grande onore per me rappresentare la mia terra nel mondo."

- La scorsa estate hai partecipato al campo basket estivo organizzato da Mindaugas Kuzminskas, ala dell’Olimpia Milano. Come è nata questa collaborazione con lui?
"Il summer basket camp di Mindaugas Kuzminsaks è organizzato ogni estate da suo fratello Saulius, ex giocatore di basket con la collaborazione mia e di altri giocatori lituani tra cui Jonas Valan?i?nas, centro dei Grizzlies in Nba. La prima edizione venne organizzata quattro anni fa ed era rivolta ai giocatori adulti, ma in seguito abbiamo deciso di cambiare l’idea che ne è alla base e con l'aiuto di Mindaugas stiamo continuando ad organizzarlo al meglio ogni anno. Come ho detto prima, sto iniziando a ragionare sul mio futuro come allenatore ed il camp rappresenta per me un’ottima occasione per imparare e testare me in un ruolo diverso da quello di giocatore."

Simone Cortese - Ufficio Stampa Unibasket Lanciano

 

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare anche: