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Playoff G2: i Fochi Pollenza si rialzano e conquistano la ''bella''

Nel loro borsone da gara i Fochi conservano il distillato del loro sudore, spillato da agosto scorso fino ad oggi. Quel sudore li aiuta a ricordare tutti i sacrifici, gli incidenti di percorso, gli addii, le paure e i grandi traguardi raggiunti. Ogni singola goccia racconta una storia a sé. Ogni singola goccia traccia il percorso per arrivare sin qua, dove osano le aquile: i playoff. Li hanno sognati, li hanno desiderati, li hanno acciuffati. A volte però, persino i sogni migliori rischiano di tramutarsi in incubi terrificanti. Sì, perché nella gara di venerdì scorso contro Auximum Osimo, tra le mura del “Pala Macellari” di Pollenza, abbiamo avuto a che fare con creature orrende. E no, non sto parlando dei nostri avversari. Quei mostri altro non erano che i nostri demoni: ansia, paura, angoscia.

Li abbiamo affrontati a testa bassa e ne siamo usciti sconfitti. Umiliati da noi stessi. In poco più di un’ora, il sogno di una stagione sembrava essere svanito. Volti affranti e una sola certezza: Gara 2 a Osimo. Ogni singola speranza racchiusa in 40 minuti. 40 minuti: troppi, o troppo pochi. Questione di prospettiva. Armati soltanto di quel borsone da gara e di una canotta verde, forgiata dalla fiducia di ogni nostro singolo tifoso, abbiamo raggiunto Osimo. E negli spogliatoi i Fochi hanno dato un ultimo sguardo a quel distillato di sudore: la fine dei giochi era vicina. Vicina, ma non abbastanza. Perché la sconfitta, quando attraversa la nostra strada, deve attendere che la fiamma si estingua.

Quella fiamma, la nostra fiamma, ieri ha deciso che non era ancora arrivato il momento. Non starò a raccontarvi la partita di ieri: partite simili lasciano cicatrici alle corde vocali, partite come questa si tracciano in una linea sottile di emozioni uniche. Gara 2 si è conclusa sul risultato di 65-73 a nostro favore. Vi basti questo. Se volete scoprire come va a finire questa storia scritta da un pugno di ragazzi che palleggiano nel fuoco, beh, non vi resta che presentarvi al “Pala Macellari” venerdì prossimo. Gara 3: dove tutto si chiude, dove tutto ha inizio. In fondo, perchè mollare, quando potremmo andare ben più lontano di così?

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