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23 Maggio 2009, dieci anni dalla grande promozione in Serie A Dilettanti del Perugia Basket

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Dopo la promozione bis in B Dilettanti con la vittoria in finale per 3 a 1 contro Colle Val d'Elsa di Marco Portannese, la nostra volontà era quella di non ripetere gli errori commessi nell’allestire il roster nella precedente esperienza di 2 anni prima. Quindi il primo obiettivo, pur nella consapevolezza di dover solamente ringraziare Ciccio Peducci per il bis raggiunto, fu cercare un coach esperto del campionato e che, soprattutto, conoscesse perfettamente sia la nostra squadra che i potenziali rinforzi.

Dall’anno prima eravamo in contatto con Maurizio Buscaglia, perugino DOC anche se nato in Puglia, ma chiaramente la retrocessione aveva annullato le nostre possibilità di portarlo a Perugia. Nella nostra nuova condizione abbiamo riavviato i contatti, ma Maurizio era sotto contratto con Mestre e il suo agente non riteneva Perugia piazza adatta e perciò ci offriva altri potenziali allenatori, Paccariè in primis. La fortuna, però, stavolta era dalla nostra parte; Mestre, infatti, stava rinunciando all’iscrizione e coach B era libero. Ora arrivava il passo più difficile: convincerlo. Dopo telefonate, video, statistiche fornite e tanto altro, un decisivo colloquio in quel di Cesena con il sottoscritto ed il nostro defunto Presidente Massimo Calzoni ci consentì di chiudere la trattativa.

Maurizio aveva in testa di integrare la nostra rosa (Chiatti, Marsili, Alunni, Bonamente, Fanini, Fiorucci e l’emergente Bei) con 3 giocatori esperti che potessero farli crescere. Il primo nome in ballo era Mimmo De Falco che stava firmando con Gualdo, nostro futuro avversario, il quale alla notizia della avvenuta firma del coach, scelse subito Perugia. Il secondo Riccardo Serena che già era stato a Trento con Maurizio ma aveva 2 ordini di problemi; un intervento alla gamba per la rimozione di uno sperone osseo e l’attesa dello svincolo automatico da Mestre, vista la rinuncia al campionato. Ultima scelta, la più difficile, era convincere Davide Poltroneri, reduce da una stagione molto difficile a Firenze. Fortunatamente arrivò anche l’ok di Davide e, quindi, eravamo pronti a partire.

Sin dalla preparazione la grande sintonia di Coach B con il professor/dottore, Lorenzo Taliento ci fece intendere che il Gruppo stava veramente crescendo. I soliti risultati altalenanti del precampionato non intaccarono minimamente la fiducia nel lavoro. Il girone di serie B era tosto, con Gualdo, Porto Torres, Stella Azzurra e, soprattutto, Empoli, reduce da 2 finali, tra i favoriti. Vittoria faticosa alla prima con Castelfiorentino, impresa sfiorata a Porto Torres, senza Davide, con partita dominata e sconfitta solo all’ultimo tiro. Alla terza big match nel derby a Gualdo Tadino. Pronti, via: 17 punti sotto! Maurizio chiama time out con una tranquillità assoluta come se la partita fosse in equilibrio. Piano piano rimontiamo e alla fine sbanchiamo Gualdo e questa vittoria ci da lo sprint per cominciare a pensare in grande. La partita clou del girone di andata è, senza alcun dubbio, quella con Empoli in casa.

Anche qui quasi sempre sotto, ma l’ultimo quarto Chiatti e Serena in campo insieme con il doppio playmaker confezionano il break decisivo dandoci la consapevolezza della nostra forza. La presenza di 2 top player come Poltroneri e De Falco che con l’esempio e lo stimolo verbale, “eufemismo” nel caso di Mimmo, uniti alla silenziosa presenza di Riccardo stava facendo crescere il livello di autostima di tutti i nostri ragazzi. Ma con le vacanze di Natale arriva un altro problema. Riccardo non riesce ad allenarsi durante il periodo festivo per il riacutizzarsi del problema alla gamba. Cerchiamo contatti ma i nomi che ci vengono proposti (Alessandri, Torboli) non sono alla portata del nostro budget. Si apre la possibilità di tesserare Giannino Terrosi, giovane under di valore dalla Virtus Siena, e così tamponiamo il momento no.

Le prime 3 partite del girone di ritorno sono spettacolari, dove Giacomo Chiatti, chiamato ad un super lavoro, interpreta il ruolo in maniera eccezionale. Vittoria a Castelfiorentino, in casa con la capolista Porto Torres e derby con il Gualdo davanti ad un PalaPellini stracolmo. Da lì diventiamo la capolista del girone e l’unico vero passo falso è ad Empoli, dove al termine di una partita durissima e bruttissima perdiamo di 2 punti. Arriviamo ai play off. I^ turno con SBA Arezzo; vittoria faticosa in gara 1. Gara 2 ad Arezzo avanti tranquilli sino a 5 minuti dalla fine dove l’esperienza di Vergara e Redaelli si fanno sentire. Se a ciò aggiungiamo un infortunio muscolare di Davide, l’attesa gara 3 non è sotto i migliori auspici. Ma il nostro staff medico (Petrini e Franco Ciuffini) rimettono in piedi Poltroneri che risulta decisivo. Per la prima volta è necessaria la prevendita; il PalaPellini comincia a non bastare.

Ci attende Castelfiorentino di Zerini, Bonfiglio, Tagliabue ecc. Replichiamo lo schema della serie precedente; vittoria facile in casa, gara 2 sotto controllo ma calo di concentrazione e sconfitta in volata. Arriviamo a gara 3 con una tensione evidente, vista la forza degli avversari e il calo degli ultimi minuti nei precedenti incontri. Partita nervosa sempre in equilibrio, ma alla fine arriva la vittoria. Siamo in FINALE con USE EMPOLI, la squadra più dura, sportivamente cattiva ed anche più esperta viste le recenti finali disputate. Considerato il cammino percorso non siamo timorosi, anzi siamo consapevoli della nostra forza. Gara 1, nonostante il clima cercato dai giocatori di Empoli, la portiamo a casa. Gara 2 è una guerra; a farne le spese è Serena, vero obiettivo delle guardie empolesi, scaraventato a terra a più riprese e costretto ad uscire anticipatamente per le botte subite. La partita la dominiamo e torniamo per gara 3 sabato 23/5. Non c’è partita, sempre avanti, una vera passerella per la squadra che ha dominato il campionato.

Come ebbe a dirmi Pino Capuano, anima di Basket Incontro, defunto prematuramente, da me incontrato a Roma alla Stella Azzurra, “se un alieno arrivasse oggi e guardasse i roster sicuramente penserebbe che la Stella è capoilsta, mentre la realtà è esattamente l’opposto“.

Con uno dei budget più bassi del Girone ma con un coach di livello superiore, come dimostreranno gli anni a venire, un mix tra esordienti e giocatori di esperienza, una cultura del lavoro fuori del comune hanno consentito questa impresa che ci ha fatto dimenticare la retrocessione di 2 anni prima. Tre promozioni in quattro anni e, soprattutto, l’arrivo al basket che conta. A distanza di 10 anni con grande orgoglio vogliamo ricordare e ringraziare i protagonisti di quell’annata eccezionale.

Ufficio Stampa Perugia Basket

 

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