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Dinamo Sassari, coach Pozzecco ''Il mio sfogo non era premeditato, non sarò mai politicamente corretto''

La Dinamo Sassari ospita stasera la Reyer Venezia nella sesta sfida di questa appassionante finale scudetto. A parlare nell'immediata vigilia di questa gara da dentro o fuori per i sardi, è stato coach Gianmarco Pozzecco che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport:

"Non sono mai stato capace di elaborare processi mentali, non conosco la premeditazione. Sono stato un giocatore vero e lo sono ancora. Per me non esiste una scorciatoia per vincere una partita. Perciò, quando percepisco una situazione del genere che può alterare il risultato aldilà di quello che fanno i giocatori, vado fuori di testa. Reagirò sempre così. I toni non sono un problema, il problema è quel che accade intorno alla partita.

Sottolineo che non ce l’ho con Walter (De Raffaele, ndr), siamo amici e ha fatto bene a ricordarlo. Ce l’ho con tutti, con la cultura sportiva italiana dove conta solo il risultato. E’ un sistema allucinante. I giocatori devono vincere le partite, sono loro che possono condizionarne l’esito. Poi insieme a loro in campo ci sono tre persone che hanno il compito di far rispettare le regole. Lasciamo che lo facciano serenamente, io non ho mai parlato di loro prima dei Playoff. Di recente, il mio maestro Recalcati mi ha impartito una lezione: nel basket non conta il metro arbitrale. Non è questione di un fallo in più o in meno. Rispetto ai miei colleghi, penso di avere un modo diverso, non dico migliore, di allenare, perché adoro i miei giocatori. Voglio proteggerli sempre, per loro mi butterei nel fuoco. Ho 46 anni, non ho figli naturali ma ne ho 12 adottati. Mi hanno regalato una coppa europea e una finale Scudetto. Quattro mesi fa ero un balordo che arrivava da Formentera, oggi sono un allenatore nuovo: molto cambiato nella forma, ma non sarò mai politicamente corretto."

 

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