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Esclusiva BasketMarche, Luca Garri ''Ho scelto Fabriano per il progetto e per la passione dei tifosi''

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Classe 1982, il centro made in Asti é l’acquisto di punta dello Janus Basket Fabriano. Palmares invidiabile quello del giocatore, nel quale spicca la medaglia argento alle Olimpiadi di Atene 2004 e la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo 2005. La sua carriera inizia nel 1999 a Montecatini e ad eccezione tre società (Livorno, Biella e Derthona) cambierà casacca ogni anno, spaziando da Roma a Trento, da Bologna a Barcellona Pozzo di Gotto. Ultima trance di carriera vissuta proprio con il Derthona Basket, con 111 partite giocate e 1.197 punti realizzati come capitano. Intervistato in esclusiva dalla nostra testata, abbiamo trovato un Luca Garri felicemente sorpreso dalla piazza fabrianese.

- Per nulla scontato il fare i bagagli e voltare le spalle al Derthona, anche a giudicare dalla tua lettera aperta.
"Assolutamente no; sono stato a Tortona quattro anni, di cui tre da capitano. Oltre che un rapporto con la società, nel tempo si costruisce anche un legame con i tifosi, e mi é sembrato corretto mandare a tutta la città un ringraziamento ufficiale."

Hai scritto che i giocatori di basket sono inevitabilmente nomadi. Di tanto nomadismo che cosa ti ha spinto a scegliere la città fabrianese?
"I motivi sono tre, e non in ordine di importanza. Il primo é legato a Lorenzo Pansa, che mi ha già allenato a Tortona e mi ha fatto piacere che lui mi abbia chiamato per coinvolgermi in questo progetto; il secondo motivo é che a Fabriano c’è un progetto e quindi le ambizioni sono alte; a dimostrarlo c’é il progetto, costruito alzando l’asticella rispetto allo scorso anno, perché Fabriano é una di quelle squadre che nel corso degli anni ha assaporato la serie A1, aspetto tuttora testimoniato dal pubblico dello scorso anno. Penso alle 2.000 presenze sugli spalti collezionate nella precedente stagione (con picchi di 2.700 in Gara 1 Playoff contro Napoli ndr). Questo attaccamento alla pallacanestro mi é stato confermato quando sono andato di persona a Fabriano e, seppur in occasione di un evento infrasettimanale (una mostra fotografica sul tema cestistico), le presenze superavano il centinaio di persone."

- Quali sono quindi gli obiettivi di questa stagione a Fabriano?
"Come ha dichiarato la società, l’obiettivo é quello di migliorare il risultato dello scorso anno, quindi non me la sento di fare promesse. Sono una persona cui piace ragionare, se non partita per partita, almeno per porzioni di campionato. Sono convinto che i risultati arriveranno, le prospettive sono ottime."

- Recentemente l’Aurora Jesi, nella persona di Altero Lardinelli (LEGGI QUI), ha dichiarato che “i derby non si giocano, ma si vincono, specialmente quelli con Fabriano”. Cosa ti senti di dire a riguardo?
"Appena arrivato a Fabriano ho avuto modo di parlare con i tifosi a proposito di questo derby; sapevo che c’era rivalità sportiva, ma non pensavo che fosse così sentita fra Fabriano e Jesi. I derby si devono vivere più che vincere, ma é chiaro che chiunque punta anche a portarselo a casa. Certo una sana rivalità sportiva ci sta, eccome."

Nicoletta Canapa 

 

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