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Grande successo per il College Basketball Tour, Syracuse University l'attrazione principale

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Se il colore dello scorso anno è stato l’azzurro della nazionale sperimentale di Meo Sacchetti, per l’edizione 2019 il College Basketball Tour si è tinto d’arancione. L’arrivo in Italia di Syracuse University ha creato infatti molto entusiasmo tra i fan del college basket americano che sono accorsi numerosi alle partite degli Orange. Gli spalti di Vicenza e Siena si sono inoltre colorati di arancione grazie a due iniziative benefiche a favore di LILT e AIL a cui sono stati destinati tutti i provenienti della vendita delle magliette. Iniziamo quindi parlando proprio di Syracuse. Al di là dei risultati (quattro vittorie su altrettante partite), coah Jim Boeheim ha sfruttato questo tour per fare molte sperimentazioni.

A partire dalla difesa a uomo - una vera novità in casa Orange - che probabilmente sarà il nuovo asso nella manica per la prossima stagione. Boeheim ha anche provato anche diverse soluzioni per trovare la point guard ideale da inserire nel quintetto titolare: in lizza ci sono Buddy Boeheim (figlio di Jim) Jalen Carey, Quincy Guerrier e Jo Girard III. Tante le aspettative su Elijah Hughes, vero mattatore del tour italiano, a cui spetterà il ruolo chiave del reparto d’attacco: sarà infatti lui il punto focale della manovra offensiva del gioco di Cuse. A sperimentare la difesa a uomo è stato anche coach Mike Hopkins di Washington.

Gli Huskies sono in pole position nella Pac-12 della prossima stagione e questo tour è stato il palcoscenico ideale per provare nuovi assetti di gioco. Le sorprese maggiori sono venute in particolar modo dai freshman: la stella locale Jaden McDaniels (recruiting 5 stelle), Isaiah Stewart e Nate Roberts hanno ben figurato e coach Hopkins si è detto molto soddisfatto. A brillare in questa edizione è stata anche Seton Hall. Arrivati in Italia con un giorno di ritardo a causa del maltempo che ha colpito la East Coast americana, i Pirates hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per essere i probabili protagonisti della Big East nella prossima stagione. Mentre la stella della squadra, Myles Powell, è rimasto a riposo dopo la recente esperienza ai Giochi Panamericani, ad emergere sono stati soprattutto i lunghi.

A fianco di Ike Obiaguche, a mettersi in mostra è stato una vecchia conoscenza del campionato italiano: Sandro Mamukelashvili, ex Biella, che ha deliziato il pubblico italiano anche con qualche schiacciata spettacolare. Tante rotazioni anche per un’altra super favorita della prossima stagione: Iowa State, detentrice del titolo della Big XII. La squadra per la stagione 2019-2020 di coach Steve Prohm è, come ci si aspettava, divisa in due: un quintetto di base già collaudato e una seconda linea piena di freshman che aveva bisogno di giocare insieme. Così coach Prohm ha alternato i suoi giocatori partita dopo partita dando loro la possibilità di accumulare il maggior numero di minuti in campo. Il match contro la nazionale B olandese è stato un ottimo banco di prova per i Cyclones: a mettersi in mostra sono stati in particolar modo Tyrese Haliburton (fresco vincitore del mondiale U19 in Grecia) e il freshamn Tre Jackson.

Menzione speciale poi per Northwestern: i Wildcats probabilmente non saranno tra i protagonisti della Big 10, ma in Italia hanno avuto un fan d’eccezione a presiedere la loro partita contro Oleggio Magic Basket. Dan Peterson infatti non ha voluto perdersi il debutto della sua ex alma mater ed è accorso al PalaEolo di Castelletto Ticino. Tanta la curiosità per vedere in azione l’ex star del lacrosse Patrick Spencer che ha dimostrato a tutti di saper tirare e anche saltare. Ritornano in patria a punteggio pieno anche DePaul, Northern Iowa e Pittsburgh. L’ unica squadra statunitense a subire una sconfitta tra gli uomini è stata infatti Illinois che si è dovuta arrendere alla nazionale B Olandese in una partita però condizionata dal caldo torrido romano.

Oltre ai leoni olandesi, ad affrontare i college americani, è arrivata in Italia anche la nazionale della Costa d’Avorio, allenata dal nostro Paolo Povia. La squadra africana ha sfruttato il tour per prepararsi al meglio ai Mondiali cinesi ma a destabilizzare l’ambiente (e le performance in campo) è arrivato lo sciopero dei giocatori a causa dei mancati saldi delle spese. A rendere questa edizione del CBT ancora più entusiasmante è stata la presenza di ben tre squadre della serie A italiana: Virtus Roma, OriOra Pistoia (entrambe in A1) e Npc Rieti (A2). Più che ai risultati, i coach delle tre formazioni hanno puntato a creare una buona alchimia tra i loro uomini e a riscaldare l’ambiente.

Il PalaTellene di Roma era stracolmo nel match contro Syracuse; e lo stesso calore si è respirato a Pistoia e a Rieti. A rispondere con entusiasmo è stata anche Siena che, nonostante la concomitanza delle tre partite con il Palio, è riuscita comunque a catalizzare l’attenzione sull’evento e sul roster ideato da Paolo Moretti. In campo femminile, Miami si candida come una delle squadre protagoniste della prossima stagione NCAA. Sia contro la nazionale olandese, sia opposte alla All Star spagnola, le Hurricanes sono riuscite a superare alcune situazioni complicate con un mix di forza fisica e tattica che lascia ben sperare per la futura stagione. Bene anche West Virginia a Butler, vittoriose in tutte le partite. Auburn chiude invece con una sconfitta contro la selezione spagnola che si è dimostrata davvero un osso duro per le americane.

Più che soddisfatti i due organizzatori Ales Masetto e Andrea Sciarrini che non nascondono una certa emozione nel vedere la lista delle formazioni statunitensi che in questa edizione sono state protagoniste nei palazzetti italiani. Un’edizione che è stata anche di grande qualità grazie alla partecipazione delle tre squadre di serie A e della nazionale della Costa D’Avorio senza contare l’impegno delle tante piccole realtà cestistiche locali che si sono impegnate a radunare i loro giocatori per questi impegni estivi. E l’anno prossimo, promettono, il College Basketball Tour mirerà ancora più in alto!

 

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