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Darwin Cook e Darren Daye di nuovo a Pesaro ''Siete parte della nostra famiglia''

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Il calore nei loro confronti non manca mai: ogni volta che tornano a Pesaro tutti i tifosi sono pronti ad abbracciarli e a salutarli e a ricordare le emozioni dei successi che hanno contribuito a regalare a chi ama la VL. Darwin Cook e Darren Daye sono di nuovo a Pesaro. “Ogni giorno mi sento parte della città, è un piacere tornare qui e rivedere tutti gli amici pesaresi che fanno parte della mia famiglia”, ha detto Darwin aprendo la conferenza stampa che si è tenuta al Birrificio Baia Flaminia a cui ha partecipato anche il Presidente Ario Costa e il grande tifoso Marco Piccoli, organizzatore della settimana di eventi che li vede protagonisti. “Abbiamo fatto capire cosa significa essere una squadra”, ha detto Ario Costa, mentre per Darren “è sempre un piacere tornare ed è meraviglioso essere di nuovo in città per alcuni giorni e sentire il calore dei tifosi”.

“Per il terzo alleno negli Stati Uniti una squadra di college: nei primi due anni ho vinto il campionato in una città simile a Pesaro e ogni giorno provo ad aiutare i ragazzi a raggiungere i loro obiettivi; è uno sfida molto stimolante!”, ha spiegato Darwin. “Il nostro rapporto sul campo si è rinsaldato anche fuori e saremo amici per sempre, e lo stesso vale per gli italiani che hanno fatto parte di quella squadra fantastica, a iniziare da Ario, da Walter Magnifico, Domenico Zampolini, Matteo Minelli e Andrea Gracis”, ha sottolineato. Darren si ricorda molto bene l’atmosfera vissuta in città (non c’è posto più bello di Pesaro per vincere un campionato”). “Sono orgoglioso di sapere che qui sono ancora un punto di riferimento per i tifosi e anche per i ragazzi e i bambini che non mi hanno visto giocare. Quando negli USA la gente mi ferma e mi parla della squadra che ha vinto a Pesaro, mi si riempie il cuore di gioia”.

Coach Valerio Bianchini aveva bisogno di un giocatore come Darwin per la sua squadra, come ha ricordato lui stesso: “Vieni a Pesaro perché è un posto bellissimo per giocare e vivere: all’inizio ci sono state delle difficoltà ma poi abbiamo dato una scossa alla nostra stagione e abbiamo iniziato a giocare di squadra e i risultati si sono visti”. “Ho deciso di venire in Italia per iniziare la mia carriera e posso dire che non avremmo vinto nulla se non avessimo avuto degli ottimi italiani nella nostra squadra”, ha aggiunto Darren che ha anche detto che l’esperienza di suo figlio Austin con la maglia biancorossa gli è servita molto per crescere sia come persona che come giocatore.

Darwin e Darren hanno dato anche la loro opinione sul basket di oggi (confrontato con quello della loro epoca). “La pallacanestro è cambiata, una volta si dava più importanza alla tecnica” è l’opinione di Cook, mentre Darren ha detto di preferire il basket del passato. “Il gioco è cambiato anche in relazione alla linea del tiro da 3 punti, mi diverto ancora a guardarlo ma è molto diverso da quello a cui ero abituato”.

Un momento molto emozionante per Darwin è quando sei anni fa, l’ultima sua volta a Pesaro, un tifoso gli ha chiesto di prendere in braccio il suo piccolo per scattare una foto ricordo: “Questo è solo un esempio dell’amore e dell’affetto che le persone di questa città provano ancora nei nostri confronti”. Un’altra occasione per salutarli ed emozionarsi con loro è in programma per domenica pomeriggio quando nella piazza di Baia Flaminia ci sarà un “ideale” passaggio di testimone: i campioni del passato presenteranno i ragazzi della VL di oggi.

Ufficio Stampa Carpegna Prosciutto Basket Pesaro

 

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