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Dinamo Sassari, Stefano Sardara ''Lo stop pesa il 40% del nostro budget. Dobbiamo riscrivere le regole della sostenibilità''

L'emergenza coronavirus cambierà la Serie A, questo è sicuro. È l'occasione per parlarne con Stefano Sardara, patron e presidente di una delle società più organizzate e di recente vincenti in Italia, la Dinamo Sassari, Banco di Sardegna. Sardara, è il momento di provare a scrivere il futuro del basket di vertice.

"Sì, ogni crisi, anche pesante, porta poi a una rinascita e offre opportunità. È dunque l'occasione per riscrivere le regole della sostenibilità. Vero che il buco creato dalla stagione 2019/20 sarà importante, ma è possibile uscirne, intanto chiedendo anche al governo tutti gli interventi necessari. Potrebbe essere il momento per rivedere la Legge 91, dare agevolazioni fiscali a chi investe e spende nello sport, come gli sponsor. Tutto per creare poi un sistema che si basi sull'equilibrio tra costi e ricavi. Sarà necessario ragionare come aziende, preparando budget che siano coperti. In sardo si dice "in camminu s'acconza lu barriu", cioè camminando, andando avanti, le cose si aggiustano. E un modo di vedere le cose che va bene nella vita, non nello sport professionistico, dove in partenza bisogna sapere cosa si ha e fare di conseguenza. Poi si può trovare anche di più. Dobbiamo garantire stabilità al basket di vertice".

Servirà però del tempo.
"Abbiamo parlato spesso di anno zero, questo lo è per forza di cose, causato dal Covid-19. Io dico che se Sassari, cito a caso la mia società, non ha i mezzi per iscriversi in A, allora è bene che si iscriva all'A2, ma per farla bene. Dobbiamo creare percorsi virtuosi e migliorare l'immagine. Basta con i condoni. Basta tweet dei giocatori non pagati già in inverno, basta con le tasse non pagate".

Ma ci sarà un problema di risorse.
"Saranno per tutti e non solo in Italia. I budget si abbasseranno. Credo che faticheremo anche ad avere americani, o dipenderà dal mercato. E poi avremo problemi con le coppe più a lungo ancora che per i campionati nazionali. Immaginate gli spostamenti, con la quarantena necessaria di 14 giorni, quante partite si potranno giocare?".

È necessario mettere un punto alla stagione, allora.
"Noi seguiamo il presidente di LBA Umberto Gandini, ma spostare le finali in settembre, con organici diversi... Dico piuttosto che quanto la nave imbarca acqua bisogna pensare prima di tutto a salvare equipaggio e passeggeri. Si può fare pensando già a costruire il futuro, il 2020/21, come ha detto già una settimana fa Gandini".

Quanto pesa lo stop alla Dinamo, avete calcolato?
"Per ora dovremmo essere intorno al 40% del budget, due milioni di euro almeno. Ma abbiamo pensato comunque a chi lavora in società, dedicando la massima attenzione. Non abbiamo lasciato a terra nessuno. Dobbiamo ripartire pensando nell'ordine a: 1. come e quando usciremo dall'emergenza sanitaria, quando saranno riaperti i luoghi di aggregazione e con quali eventuali limitazioni. 2. che ci sarà una grossa crisi economica e qui speriamo nell'intervento europeo. 3. che gli sponsor pagheranno la crisi e chi più ne aveva, più soffrirà. Nel caso della Dinamo abbiamo un vantaggio creato dalla nostra condotta: potremo accedere al credito, non avendone mai fatto uso, pianificando un rientro in 4-5 anni. Chi invece aveva già problemi di risorse rischierà moltissimo".

Si potrebbe anche avere una nuova Serie A con meno squadre, 14-16. Anche se, ripartendo, si potrebbe averne di più.
"Si potremmo averne 19 con le due promosse dalla A2, che siano dalla stagione regolare cioè Torino e Ravenna, o dai playoff. Ma è tutto da scrivere, in accordo con la Fip. Importante sarà partire dal contesto economico, al di là delle promozioni. Che si punti cioè sulla stabilità".

C'è un altro punto da verificare. Siamo sicuri che il pubblico, dopo la paura, accorrerà nelle arene in ugual numero rispetto al pre-coronavirus? "Io mi auguro che in ottobre, innanzitutto, sia tutto a posto, risolto. Ma certo, occorrerà valutare la reazione emotiva di tutti. E non basta, bisognerà anche verificare quanto rimasto nelle tasche delle famiglie, se esisterà la disponibilità ad acquistare biglietti, o quali saranno piuttosto le priorità. Il punto è che noi vendevamo l'80% delle disponibilità in abbonamento già a fine giugno. Ma quale campagna abbonamenti posso fare adesso?"

Piero Guerrini
Tuttosport

Fonte: Lega Basket

 

 

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