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Olimpia Milano, Leo Dell'Orco ''Ripartiremo con le stesse garanzie economiche e i medesimi obiettivi''

L'epilogo del suo primo anno al vertice dell'Olimpia, Leo Dell'Orco l'aveva certamente immaginato in modo molto diverso e invece l'emergenza virus che sta squassando il mondo ha reso tutto etereo, labile, secondario. Difficile riuscire a parlare con leggerezza di pallacanestro in questo momento. Il presidente del cda della Milano targata Giorgio Armani ci prova, lo fa con enfasi trattenuta, quasi sforzandosi, mentre il pensiero vola a medici e infermieri che combattono sul campo e ai malati che vagano in un tunnel di cui ancora non si scorge la fine. Sarebbe stato bello chiosare il primo anno del nuovo corso firmato Ettore Messina, discettare su campionato, playoff scudetto, oppure sulla fase finale dell'Eurolega. Ma ora losport resta sospeso dentro alle incognite di un futuro che pare a sua volta trattenere il fiato.

"Al momento ci siamo trasferiti fuori Milano – rivela Dell'Orco – e aspettiamo. Le nostre vite hanno preso una piega veramente imprevedibile. Nessuno avrebbe mai pensato a una situazione del genere. Inizialmente pareva una questione di poche settimane e invece ci troviamo a fronteggiare un'emergenza che ha tempi lunghi e che ha sconvolto la nostra quotidianità. Per questo il basket, così come il calcio, diventa una questione assolutamente secondaria. La morale di questa vicenda è che la salute viene prima di tutto. Il mio pensiero va continuamente a chi lotta per la vita e a tutti i sanitari impegnati in questa sfida".

Tant'è che il Gruppo Armani è stato tra i primi a scendere in campo con aiuti concreti agli ospedali, attraverso donazioni e riconvertendo la produzione in camici e mascherine. Il segnale di solidarietà, da parte di Giorgio Armani, è stato immediato.
"Perché è un tema che lo ha toccato da vicino, smuovendo ricordi personali. L'epidemia di spagnola, deflagrata prima della sua nascita, lo ha minato negli affetti più cari. Così la comparsa diquesta nuova pandemia lo ha portato a non sottovalutare nulla, a prendere precauzioni immediate. A febbraio il signor Armani ha optato, per esempio, per la sfilata a porte chiuse con collegamento via streaming. Ad alcuni è sembrata una misura azzardata, per non dire esagerata. Siamo anche stati criticati per questo. Purtroppo i fatti hanno dimostrato che aveva ragione e che le precauzioni non sono mai troppe".

Anche l'Olimpia ha mandato un segnale tagliandosi parte dello stipendio e devolvendolo agli ospedali milanesi.
"Siamo tutti, a cominciare da Giorgio Armani, estremamente orgogliosi di questo gesto. Giocatori e coach hanno rinunciato a una parte delle ultime mensilità tramutandola in donazioni. L'idea è partita da Sergio Rodriguez, poi Messina e tutta la squadra si sono uniti all'iniziativa. Lo considero un gesto importante in quanto non scontato. Un grande atto di sensibilità. Peraltro non stiamo parlando di un importo irrisorio."

Qual è stato il momento più difficile di queste ultime settimane?
"Dopo la partita con il Real Madrid, quando è venuta fuori la positività del giocatore in forza al club spagnolo e abbiamo immediatamente messo squadra e staff in quarantena. Lì ci siamo resi conto che le nostre vite stavano cambiando. Dopodiché Micov, Rodriguez, Crawford e altri elementi della squadra hanno chiesto di poter tornare a casa, nei propri Paesi. Con Messina ci siamo confrontati per poi concedere il via libera. È stato giusto così".

Il campionato al momento è congelato. Secondo lei bisogna tornare a giocare?
"Qui parlo solo da tifoso. Se ci fossero condizioni di totale sicurezza, mi piacerebbe veder completata la stagione anche solo con un playoff. Di questi temi, però, l'unico legittimato a parlarne è Gandini, presidente della Lega Basket, che ci rappresenta. Comunque tutto dipenderà dalle direttive governative".

Anche l'Eurolega è in stand by.

"Stesso discorso, mi piacerebbe concludere la stagione, giocarmi la volata playoff, aspettiamo le decisioni, ribadendo che la salute viene prima di tutto".

In Eurolega, Milano ha giocato a porte chiuse. Che effetto le ha fatto?
"Non bello. Ho assistito alla sfida con il Real Madrid in un'atmosfera piatta, fredda, orribile. Il pubblico è una parte fondamentale dello spettacolo. Io sono innanzitutto un tifoso dell'Olimpia: per me una partita senza tifosi non è una partita di basket".

Guardando al futuro: come ripartirà l'Olimpia?
"Con le stesse garanzie economiche e i medesimi obiettivi, nel segno della continuità. Il signor Armani manterrà il suo impegno con Olimpia: budget e sviluppo saranno sostanzialmente gli stessi di questa stagione".

Vincenzo Dischiavi
La Gazzetta dello Sport

Fonte: LegaBasket

 

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