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Dinamo Sassari, Michele Vitali ''Un peccato interrompere tutto perché la nostra stagione stava andando alla grande''

Proseguono le dirette sul canale ufficiale Instagram @dinamo_sassari: questo pomeriggio Michele Vitali ha risposto alle domande di tifosi e appassionati, con la consueta simpatia. Il capitano azzurro ha siglato in maglia Dinamo Banco di Sardegna la sua miglior stagione con 11.8 punti, 3.1 rimbalzi e 2.3 assist di media a partita: con il 50.6% da tre Miki è il miglior tiratore dalla lunga distanza della LBA, dietro di lui il compagno di squadra (e di stanza) Marco Spissu. Vitali è primo anche alla voce tiri liberi con l’89.2% a cronometro fermo. Nella chiacchierata sul canale ufficiale biancoblu Miki ha raccontato del suo amore per la palla a spicchi, il rapporto con suo fratello Luca, le impressioni sull’isola, sul mondo Dinamo e tanto altro. Ecco un estratto della diretta:

Come stai passando questa quarantena?
“La quarantena sta andando bene, con Carlotta ci svaghiamo e passiamo il tempo tra musica - io provo a suonare la chitarra e lei canta - e le lezioni di yoga. Avevamo da qualche anno il pallino dello yoga, abbiamo approfittato di questo momento per iniziare con i video su YouTube e sta proseguendo bene al momento…”

Qual è il tuo bilancio personale della stagione?
“Sicuramente è stato un grande anno, è stato giusto finirla così dato che siamo davanti ad una situazione di emergenza mondiale ma allo stesso tempo penso sia stato un peccato interrompere tutto perché la nostra stagione stava andando alla grande”.

Com’è stato iniziare la stagione con la vittoria di un trofeo?
“L’impatto è stato fighissimo si può dire? Arrivare e vincere subito è ciò che tutti vorrebbero, ci ha dato tanta fiducia. Partivamo già con grande fiducia perché avevamo tutta la Sardegna dietro, meglio di così non poteva andare”.

Un anno speciale anche sul fronte Italbasket: a febbraio hai debuttato come capitano azzurro…
“La maglia azzurra ti dà emozioni particolari, quando Meo ha dichiarato che sarei stato capitano mi sono emozionato nonostante un po’ lo immaginassi dato che ero quello con più presenze. Il giorno della partita con la Russia mi sono sentito responsabilizzato”.

Vuoi svelarci il ranking di Mario Kart?
“Il più forte è Stefano Gentile, dopo di lui Miro Bilan mentre io lotto nella bagarre di fine classifica ma quello che tutti non sanno è che c'è Dirty Dani Magro che con i suoi trucchetti si fa largo verso le zone alte della classifica. Giocare a Mario Kart è stato molto utile per l'amalgama del gruppo, quando passi tanto tempo insieme se tu riesci a creare un buon gruppo poi i risultati si vedono anche in campo, era un po’ il nostro segreto”.

Qual è il tuo primo ricordo legato al basket?
“Sicuramente le sfide in giardino in famiglia, anche mamma e papà giocavano: mamma tra i due è sicuramente la più forte che è arrivata fino alla A2 anche se purtroppo non ho ricordi di loro sul campo”

Chi è più forte tra te e Luca?
“Dipende dallo sport: a ping pong domino io, a pallacanestro per anni Luca mi faceva impazzire, sistematicamente quando giocavamo fuori ad un certo punto usciva la mamma per provare a convincere Luca a farmi vincere ogni tanto”.

Com'è il vostro rapporto?

“Luca mi ha sempre coinvolto in tutto, son sempre stato il suo primo tifoso fin da piccolo, mai stato invidioso di lui. Abbiamo un rapporto di amore, stima e affetto incredibile. Difficile spiegarlo a parole, in più i nostri genitori tifano sempre per chi gioca in casa per non scontentare nessuno”.

La cosa più bella della Sardegna?
“Ovunque siamo stati in Sardegna c’era un entusiasmo pazzesco, ho capito cosa significa avere una regione intera che ti spinge, in estate i tornei precampionato era sempre pieni, e anche quando son stato in giro per Cagliari in tanti mi fermavano e salutavano… Un affetto incredibile”.

Come vedi il futuro?
“Davanti a tutto va la salute, speriamo che si risolva tutto il prima possibile così potremo riprendere a giocare. Mi manca da matti il campo, quando torneremo alle nostre vite di sempre apprezzeremo ancora di più le cose che prima davamo per scontate”.

Quanto è stata importante l’esperienza ad Andorra?
“A me è servita tanto, son voluto ripartire da zero in un campionato nuovo dopo due anni a Brescia. Dovevi sempre farti trovare pronto, mi ha rafforzato tanto psicologicamente e mentalmente e questo mi è servito tanto anche questa stagione”.

Partire in quintetto aumenta la pressione o è uno stimolo in più?
“Il quintetto non aumenta la pressione, ogni giocatore in squadra è importante, per me non c’è grossa differenza, sei in campo e devi fare quel che serve per vincere. Ho imparato che ci si deve fare sempre trovare pronti, il quintetto è uno stimolo in più: ma l’importante è chiuderle le partite”.

Ti manca qualcosa di Brescia e cosa ti piace di più della Sardegna?
“Di Brescia mi mancano tante cose, è stata la seconda casa dopo annate difficili, a livello sportivo e personae: diciamo che mi manca il contesto in generale. Di Sassari e della Sardegna mi piacciono l’entusiasmo e poi il mare, per un amante del mare è un plus in più stare qui”.

Il tuo obiettivo personale e sportivo?
“Obiettivo sportivo migliorare sempre più e provare a vincere il più possibile, per farlo si deve continuare sempre a lavorare tanto”.

Che allenatore è Poz?
“Diverso da tutti quelli che ho avuto ed è stato bello perché sono cresciuto in un settore giovanile della Virtus Bologna dove la disciplina era la prima cosa e non ero abituato al suo modo di allenare. Fa morire dal ridere, i video che fa sono uno spettacolo, ci racconta spesso tanti aneddoti, mi son trovato bene”.

Il giocatore più forte che hai marcato?
“L’avversario più forte Belinelli in allenamento, in partita Llull e Carroll del Real Madrid. Son tutti e tre dei giocatori pazzeschi, sempre in movimento, riescono sempre a trovare vantaggio e infatti dominano in campo”.

Un giocatore che avresti voluto incontrare sul campo?
“Ray Allen il giocatore che avrei voluto incontrare in campo, tiratore con una velocità di esecuzione incredibile, qualche trucchetto gliel’avrei chiesto. Poi son cresciuto con il mito di Jordan, Basile è il mio pupillo da sempre, Spanoulis fa ancora la differenza alla sua età”.

Un pensiero per il sessantesimo compleanno della Dinamo?
“Sarebbe stato bello poterlo festeggiare insieme, l’augurio è di poter riniziare le nostre vite e tornare in campo a fare ciò che la Dinamo ha fatto fino ad ora quindi vincere. E ai tifosi auguro di tornare a godersi lo spettacolo, loro si divertivano e facevano divertire noi giocatori”.

Dove ti vedi tra 10 anni?
“Non so come sarò a 38 anni, se sarò ancora in campo. Il mio sogno è girare l’Europa in barca quindi magari potrei essere lì”.

Fonte: Ufficio Comunicazione Dinamo Banco di Sardegna 

 

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