Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi

Virtus Assisi, Francesco Santantonio ''Teniamo duro, nonostante le difficoltà ripartiremo più forti di prima''

Un giocatore che è un esempio per tutti. Idolo dei più giovani ai quali si rivolge in questo particolare momento e ai quali racconta la sua esperienza, fatta di sacrifici, avventure e tanti traguardi. Giovane ed esperto. Lottatore nato, con un amore per lo sport e per il basket grande come pochi. Francesco Santantonio è il simbolo di questa Virtus tenace e forte che spera di ripartire quanto prima.

Cosa ti manca di più dello sport che pratichi e cosa faresti pur di tornare a praticarlo?
"Ad essere sincero uno stop così forzato lontano dal campo di gioco non mi era mai capitato; anche durante le vacanze estive in cui non ci sono i campionati, comunque ti ritrovi spesso in palestra ad allenarti o a fare qualche torneo playground. Quello che mi manca di più è sicuramente la quotidianità degli allenamenti, il basket giocato e la condivisione dello spogliatoio con la tua squadra. In fin dei conti i tuoi compagni sono una seconda famiglia con cui condividi un obiettivo; ecco mi manca un po’ tutto ciò. Purtroppo essendo uno sport di contatto, ci sarà da pazientare ancora, prima di poter tornare a giocare, non appena sarà possibile torneremo carichissimi."

Cosa significa per te essere uno sportivo e amare lo sport al quale ti dedichi?
"Lo sport e in particolare il basket, fanno parte della mia vita fin dall’età di 4 anni, ne ho 27 (quasi 28) e non l’ho mai lasciato. Essere uno sportivo, nel mio caso un giocatore di basket, al di là del livello in cui uno gioca, significa impegnarsi al massimo ogni volta che si entra in palestra, per diventare ogni allenamento un pizzico più bravo. Questo comporta tanto sacrificio, l’essere costanti e perseveranti cercando di non mollare anche quando le cose non vanno come vorremmo. Il basket essendo uno sport di squadra, è un importante maestro di vita, ti insegna il rispetto delle regole, degli orari, dei ruoli e dei compagni, ti arricchisce e ti fornisce un bagaglio di esperienze che poi sono utili anche nella vita di tutti i giorni. Se uno si impegna al massimo e ci mette passione, il basket ti ripaga sempre prima o poi; quando meno te lo aspetti è in grado di ridare indietro emozioni incredibili, intense e che difficilmente si vivono in altre circostanze."

Quale il ricordo più bello e significativo della tua carriera fin qui?
"Sicuramente Gara 3 di finale play-off vinta contro Teramo è stato un momento significativo; vincere fuori casa con 100 persone venute da Assisi e festeggiare insieme è stato bellissimo. Avevo già vinto un campionato a Perugia senza promozione 2 anni prima, ma la cavalcata trionfale dello scorso anno è stata incredibile, c’era un gruppo che si era posto un obiettivo ha lavorato duramente dall’inizio, ha sofferto, non ha mai mollato nonostante le difficoltà e alla fine C Gold è stata. Invece il ricordo a livello personale più bello, è stata la mia prima doppia cifra in Serie A dilettanti. Ero appena ventenne, giocavo con il Perugia Basket e andammo a giocare a Reggio Calabria (prendemmo l’aereo per arrivare in calabria, stile nba). Mancava il play titolare, parto in quintetto, realizzo 10 o 11 punti e vinciamo in trasferta. Tanta roba."

Quale la tua scaramanzia o un tuo segreto prima di ogni partita o di ogni competizione che puoi raccontare?
"Non ho un gesto scaramantico “fisso” che mi porto dietro; mi ricordo solamente che l’anno scorso per la serie finale contro Teramo ho giocato tutte le partite con lo stesso paio di mutande (lavandole ovviamente.. ogni volta!). Per il resto niente segreti o macumbe pre-partita."

Hai un messaggio per i tuoi compagni, per la squadra, per il mondo dello sport in genere, per i giovani?

"Il messaggio è rivolto a tutta la Virtus family, teniamo duro, nonostante la crisi e le difficoltà, sono sicuro che si ripartirà più forti e con più voglia di prima. Speriamo che il periodo storico sia utile anche per i piani alti delle varie federazioni, per aggiustare il tiro e riformare quello che negli anni non è andato, augurando anche un aiuto concreto alle varie società che promuovono lo sport, elemento fondamentale per tutti noi."

Fonte: Ufficio Stampa Virtus Assisi

 

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare anche: