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Sutor, le dimissioni di Lorenzo Governatori ''Si è chiuso un ciclo. Ho dato tutto, lascio a testa alta''

Nella notizia di Martedì 5 Maggio la notizia che ha scosso tutto il mondo della Sutor Montegranaro: quella delle dimissioni del Direttore Generale Lorenzo Governatori (LEGGI QUI IL COMUNICATO). Nonostante sia stato subissato dalle telefonate per tutto il giorno, perchè la notizia ha colto di sorpresa chiunque, siamo riusciti ad intercettare Lorenzo nella serata di ieri per farci spiegare le motivazioni che hanno portato alla sua scelta e per conoscere le sue sensazioni.

- Ciao Lorenzo, la prima domanda è la più scontata. Come mai lasci?
"Si è chiuso un ciclo: sono stati 3 anni veramente molto intensi ma negli ultimi mesi non sentivo più i presupposti per andare avanti. Già ad inizio anno solare avevo anticipato che avrei terminato la stagione - anche perché c’era il mio nome sotto la voce direttore generale - e poi ognuno si sarebbe fatto il proprio bilancio. Con la chiusura seppur forzata dell’anno sportivo questo momento è arrivato: avevo in cantiere alcuni progetti che volevo portare alla Sutor e che volevo terminare prima di lasciare (fra cui le iniziative di beneficenza “Amarcord gialloblù” e la creazione del primo “Sutor e-sport team”). Avendo concluso entrambi, poco più di 2 settimane fa ho comunicato che rassegnavo le dimissioni e che sarebbero state “esecutive” la prima settimana di maggio. Era il momento migliore per lasciare: non avrei causato danni alla società."

- Nelle ultime settimane hai ricevuto altre offerte?
"Decisamente no. Non avrei mai lasciato in corsa la Sutor per un’offerta da un’altra parte. Questa è sì una decisione che parte da lontano nel tempo, ma non mi sono comunque mai guardato intorno nel mentre."

- Come ti sei lasciato con il resto della società? In buoni o in brutti rapporti?
"No, brutti rapporti non è la parola che userei: anche nelle migliori famiglie si hanno visioni diverse."

- Chi prenderà il tuo posto nello staff dirigenziale della Sutor Montegranaro?
"Entrambi i ruoli, sia la parte marketing / social che dirigenziale, sono naturalmente tornati in mano alla società che sceglierà la figura ed i modi che riterrà più opportuni. Nonostante comunque l’ampio preavviso dato, mi faceva piacere lasciare meglio di quello che ho trovato: anche se non era compito mio ho provato in prima persona a coinvolgere un paio di figure che ritenevo idonee a sostituirmi da sottoporre alla società per la parte social, ma che per il momento non hanno accettato.
Ho organizzato inoltre il piano della comunicazione fino a fine mese: chi prenderà il mio posto, se vorrà, troverà il lavoro pronto sulla carta per qualche settimana."

- Che cosa ha significato per te la Sutor?
"Ha significato e significa ancora moltissimo per me. Credo di aver fatto veramente tutto il necessario per il bene di questo nome negli ultimi 3 anni: ho fatto il tifoso quando quasi nessuno credeva in questo progetto, il responsabile della comunicazione, ed ho provato a fare il dirigente nonostante tutto quello che succedeva. La Sutor per me quindi significa amore e sacrificio, e penso di essermi messo a servizio della causa in questi anni: lascio a testa alta."

- Le tue dimissioni influenzeranno negativamente il rapporto con la Sutor? Cambierà qualcosa?
"Quando si potrà tornare al palas non cambierà sicuramente nulla se non la disposizione della mia seduta. Non vedo l’ora di poter riabbracciare i tifosi, che sono da sempre senza alcuna ombra di dubbio i veri protagonisti di un qualsiasi progetto sportivo a tutti i livelli (sociale, economico, marketing, …). Spero che questo la società abbia l’intelligenza di capirlo fino in fondo."

- Ed ora cosa farai?
"Anzitutto (Covid permettendo) mi prenderò quest’estate quella vacanza che non sono riuscito praticamente mai a fare nel periodo con la Sutor. Avendo poi dedicato il 101% del mio tempo libero al progetto gialloblù, penso che ricaverò un po’ di spazio per me, per i miei affetti e per il mio lavoro della vita “reale” (consulente di marketing freelance e collaboratore esterno del dipartimento di marketing dell’UNIVPM, ndr)."

- Addio quindi alla pallacanestro?
"Mai dire mai, ma spero di no."

 

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