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A Cantieri Aperti 365 il derby tra Varese e Cantù nelle parole dei team manager Massimo Ferraiuolo e Diego Fumagalli

La settimana di Cantieri Aperti 365 si chiude con un derby virtuale visto che la chat ha coinvolto i due team manager della Pall. Varese e della Pall. Cantù, ossia Massimo Ferraiuolo e Diego Fumagalli, in uno splendido susseguirsi di aneddoti e curiosità a tutto campo.
Nel formato ideato da Cantieri Aperti 365 i due dirigenti hanno raccontato innanzitutto come vivono il loro ruolo: “E stato più facile forse per me calarmi in questa realtà – inizia a raccontare il varesino – avendo fatto il giocatore in Serie A per tanti anni, avevo idee di quali fossero i pensieri e le paure dei giocatori e dunque trovare le soluzioni valide per rendere più facile la vita dei giocatori. Un team manager deve avere un piano A, ma anche un piano B o C in tutta la sua organizzazione logistica”

Il team manager di Cantù la semplifica con una battuta: “E’ quello a cui arrivano tutte le rogne da parte dei giocatori, dell’allenatore e della società. Quando c’è un problema il primo telefono che suona è sempre il nostro. Ovviamente la parte più complessa è quella legata alla gestione degli stranieri che sono dall’altra parte del mondo rispetto a casa loro”.
Si entra in clima derby quando Ferraiuolo ricorda i match giocati al Pianella: “Ci ho giocato la prima volta nel 1986, mi ricordo che mi veniva davvero la pelle d’oca dall’emozione che provavo in quell’ambiente. Era angusto, buio, freddo, ma davvero incredibile. Anche la caterva di fischi che si ricevevano quando uscivi dal tunnel era emozionante”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fumagalli, anche se ovviamente per motivi anagrafici ha ricordi più freschi: “Comunque a Masnago andare è sempre bello perché si respira davvero la storia del nostro sport. Ovunque ti giri c’è uno stendardo o una foto di qualcuno che alza una coppa. E poi c’è il coro “cata su” che caratterizza ogni derby e ogni volta speri che a fine gara sia rivolto agli avversari”.
Poi i due si uniscono in un appello per i derby del futuro: “Da diversi anni si gioca senza tifosi ospiti ed è un peccato. Negli anni qualcuno è andato oltre, i provvedimenti presi sono stati anche giusti, ma mancano gli sfottò, i cori, che atmosfera creava avere le due curve piene per 40 minuti. E’ una cosa che ti da una scarica di adrenalina incredibile, si spera che si possa tornare al più presto con i tifosi ospiti. Chissà che dopo l’epidemia, certi personaggi possano tornare ad avere il piacere a tornare in un palazzetto solo per il gusto di divertirsi in modo sano e civile”.

Poi si torna a parlare delle vittoria dei derby, partendo da Fumagalli che ammette: “La cosa bella del derby è quando lo vinci fuori, purtroppo a Varese non ci sono ancora riuscito, ma a Milano si. Vincere è sempre bello, quando vinci un derby fuori ha qualcosa di più di incredibile”.
Mentre l’ex play della Divarese di un tempo racconta di quando vincere al Pianella era come “rubare in sagrestia”: “Era un modo di dire quando eravamo riusciti a fare una serie incredibile di vittorie al Pianella tanti anni. Il livello di quelle partite era altissimo, basti ricordare che per noi giocava gente come Sacchetti, Vescovi, Thompson e dall’altra parte c’erano giocatori come Marzorati, Riva e Bosa”.

Infine tra altri vari aneddoti e curiosità, tra cui l’incubo delle telefonate dell’alba del lunedì (per questo bisogna ascoltare l’intervista integrale sulla pagina) i due si sfidano “rubandosi” quelli che possono essere i giocatori dell’altra squadra che avrebbero voluto avere: “Marzorati per me è stato un idolo sin da ragazzino – dice Ferraiuolo, la prima volta che ci ho giocato contro ero davvero emozionato. Devo dire anche Pace Mannion che era un giocatore universale clamoroso, in questi ultimi anni mi è piaciuto un grande talento come Culpepper”.
Dall’altra parte risponde Fumagalli, ammettendo i rischi di una cittadinanza canturina a rischio dopo questa dichiarazione:

“Tutta la squadra della stella di Varese era proprio bella da veder giocare. Pozzecco e Meneghin sono stati proprio uno spot per la pallacanestro. Negli ultimi due anni invece più che un giocatore speciale direi che invece Varese metteva sempre in campo un grande senso di identità, non facile da trovare in squadre formate da tanti stranieri”.
Un derby che si conclude in piena parità, come ai vecchi tempi delle sfide di Coppa Korac, con la speranza che presto si possa tornare a giocare il match di “ritorno” sulle tavole di legno del parquet.
Lunedì prossimo , 11 maggio alle 18,30, si torna con una novità visto che per la prima volta ospiteremo un collega giornalista, si tratta di Giuseppe Sciascia de La Prealpina, espertissimo di questioni federali e delle varie leghe con cui faremo il punto su tutte le ipotesi legate alla ripartenza a cavallo tra il Consiglio Federale dello scorso 7 maggio e del futuro Consiglio di LegaBasket previsto per il 15 maggio.

Cantieri Aperti 365 Team

 

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