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Il divieto a riprendere gli sport da contatto? Il Presidente del CTS Luca Richeldi spiega le motivazioni

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Ha fatto molto discutere la decisione del Comitato Tecnico Scientifico di vietare la ripresa degli sport amatoriali da contatto a partire dal 25 Giugno. A spiegare le motivazioni che hanno portato a questa scelta è stato lo stesso Presidente del CTS Luca Richeldi, intervistato dal Corriere della Sera. Queste alcune delle sue parole:

"Queste attività danno luogo ad aggregazioni certe, perché è intrinseco a questi sport, che hanno anche un aspetto sociale. In questo momento le aggregazioni sono un rischio di ripresa di trasmissione di focolai e non è un’idea ma una certezza, lo vediamo sia in Italia che all’estero".

Le differenze con la Serie A e la Serie B di calcio

"È una questione di protocolli. Le partite di Serie A e B sono una deroga alle regole di distanziamento. Le società sono interlocutori formali legalmente e si assumono tutte le responsabilità di eseguire i protocolli stabiliti per la diagnosi e il controllo (costosi e sofisticati), che sono molto stringenti. Per gli sport amatoriali mancano gli interlocutori e la sicurezza che i circoli devono garantire anche a chi pratica queste attività".

Il rischio che ad Ottobre non possano riprendere nemmeno gli allenamenti delle giovanili e del minibasket

"Dobbiamo presentarci in autunno con la circolazione del virus più bassa possibile. Per questo quello che stiamo facendo ora è un investimento per il futuro. Se il rischio di focolai dovesse abbassarsi, allora il parere sarebbe diverso. Meglio fare un sacrificio ulteriore oggi in vista di ottobre".

 

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