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Spunta il problema dell'onerosità dei protocolli sanitari: la FIP studia una proposta alternativa

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Composizione degli organici, formule, date e mercato. Sono i soliti argomenti cestistici di cui si parla durante i mesi estivi, ma a causa del Covid-19 in queste settimane si deve discutere anche di protocolli sanitari, soprattutto in previsione di un ritorno in campo nelle prossime settimane. E per ciò che riguarda la Serie A in primis, ma poi a cascata per tutte le altre categorie fino alle giovanili, spunta il problema dei protocolli che dovranno essere seguiti quando si tornerà in campo. Secondo quanto riportato nell'edizione odierna de La Prealpina, la FIP avrebbe inviato al Comitato Tecnico Scientifico una proposta alternativa a quella seguita dalla Serie A di calcio per la ripresa del campionato.

Se nella pallacanestro dovesse essere eseguito lo stesso protocollo messo a punto dalla FIGC, questo costringerebbe le società ad un importante impegno sul piano economico: si stima che nel solo solo periodo agosto-dicembre 2020 la spesa potrebbe aggirarsi intorno 50.000 euro, importo destinato ad aumentare in maniera consistente se i protocolli dovessero essere seguiti per tutta la stagione sportiva 20/21. Cifre impegnative per la Serie A, insostenibili per Serie A2, Serie B, ed impossibili per i campionati regionali e giovanili. Per questo urge una revisione degli obblighi da seguire, nella speranza che la pandemia renda sempre più possibile un allentamento delle misure.

Fonte: La Prealpina

 

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