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Campetto Ancona, Alessandro Potì ''Saremo una squadra aggressiva fatta su misura per il gioco di coach Rajola''

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Un nuovo arrivo che ha fatto rumore. Un giocatore di categoria, che ha già vinto la Serie B, ormai da anni abituato a vivere in squadre importanti di alta classifica. Alessandro Potì arriva alla Luciana Mosconi sotto i riflettori per il fatto di essere un altro elemento importante della squadra di coach Rajola. Sin dal primo giorno in cui si è messo a lavorare e ragionare sulla nuova squadra, il tecnico pescarese ha messo l’ala di Galatina nella lista dei suoi desideri. Del resto ogni allenatore ha nella testa e nel cuore i suoi giocatori preferiti che vorrebbe sempre con lui in qualunque squadra. E Potì è uno di questi, proprio come Michele Caverni. Entrambi compagni di squadra nell’Amatori Pescara allenata da Stefano Rajola che seppe stupire vincendo il campionato di B ormai due anni fa.

Ma il legame del pugliese con il tecnico e il neo playmaker non è il solo incrocio che caratterizza e fortifica il suo arrivo ad Ancona. Potì in bianconeroverde ritrova quel Gianmarco Leggio che è stato suo compagno di squadra a Salerno prima che il lockdown bloccasse tutto. Una coppia che però si è ritrovata vestita con gli stessi colori sociali in altre due circostanze (Monteroni e Bisceglie). Una simbiosi che lo stesso Leggio ha bonariamente apostrofato su Instagram con un “Non ti sopporto più” a cui Potì ha risposto con un più affettuoso “Non ti mollo bro” che la dice lunga sul rapporto tra i due giocatori.

Le prime parole di Potì da neo giocatore anconetano non possono essere di gratificazione per coach Rajola che lo ha scelto e portato all’interno del roster dorico nuovo di zecca.
“Indubbiamente mi fa grande piacere avere la stima dell’allenatore. Conosco bene Stefano e possiamo dire di avere lo stesso tipo di carattere. Vuole vincere e gioca sempre per vincere, caratteristiche che anche io ricerco in qualsiasi situazione. Mi sono trovato benissimo quell’anno con lui vivendo un’esperienza indimenticabile a Pescara.”

Un legame inevitabilmente nato proprio da quella vittoria?

“Siamo ovviamente legati da quel successo. Un campionato portato al termine nel migliore dei modi ma che non mi appaga affatto e sono adesso qui a dimostrare il mio valore. Sono molto contento che un allenatore come lui punti ancora su di me.”

Di quell’avventura pescarese ritroverai anche Michele Caverni.
“Anche con Miky mi sono trovato benissimo quindi non posso che essere ulteriormente soddisfatto di aver fatto questa scelta.”

E poi c’è un certo Leggio che dovresti aver visto da qualche parte…

“Eh si, qualcosa insieme abbiamo fatto.”

Della squadra che sta nascendo che ne pensi?

“Conosco un pò tutti per averci giocato contro negli anni. I giovani sono molto interessanti e promettono bene. Al momento la giudico come una squadra competitiva poi sarà il campo naturalmente a dire la verità. E’ una squadra fatta su misura per il gioco di Stefano che ci porterà a scendere in campo in maniera dinamica e aggressiva. Se c’è da correre più degli altri lo faremo senz’altro.”

Lo scorso anno a Salerno è stata un’ottima stagione purtroppo poi vanificata nel modo che sappiamo. Traccia un bilancio di quell’esperienza vissuta in maglia Virtus Arechi.
“Salerno è stata un’annata sicuramente diversa da quella di Pescara. La squadra era stata creata per un obbiettivo preciso e pian piano ci stavamo amalgamando bene e secondo me avremmo fatto dei buoni playoff. Giocatori esperti e di grande livello. Magari con qualche minuto in meno per tutti ma eravamo bilanciati in maniera molto equilibrata in modo da ottenere il massimo da ognuno. Mi sono trovato molto bene e seppure sia stata una stagione interrotta anzitempo mi ha dato ancor più esperienza e qualità. Saper stare in una squadra forte è molto importante.”

Il lockdown come l’hai vissuto?
“Sono rimasto a Salerno praticamente due mesi, e mi sono allenato tutti i giorni. Avevo un manubrio da 12Kg e l’ho utilizzato per qualsiasi cosa allenandomi davvero con continuità. Era l’unica cosa che potevo fare. Avevo poi Gianmarco (Leggio ndr) che abitava nell’appartamento sotto il mio, lui poi se n’è andato un pò prima di me, io a fine aprile sono riuscito a tornare a casa.”

Che obbiettivi ti poni venendo alla Luciana Mosconi?

“Chiaramente l’obbiettivo di fare bene, dare il massimo e cercare di vincere con questa maglia.”

Rischi seriamente di essere il più anziano della squadra. Classe 1991, nato ad aprile, superato solo da Centanni che è di febbraio dello stesso anno. Per la prima volta nella tua carriera sei il più anziano della squadra.

“Vero e non ci avevo fatto caso. Simone è comunque più anziano? e questo mi consola. Comunque i miei anni li porto bene e me ne danno tutti di meno.”  

Fonte: ufficio stampa Campetto Ancona

 

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