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Separazione Pallacanestro Acqualagna - Carlo Muffa: il giocatore replica al post della società

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Con un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, Carlo Muffa ha voluto rispondere al comunicato della Pallacanestro Acqualagna (LEGGI QUI), esprimendo la propria versione dei fatti circa la sua separazione dalla società bianconera. Riportiamo integralmente il post:

"In merito alle dichiarazioni pubblicate dalla Asd Pallacanestro Acqualagna a mezzo post di Facebook nei confronti del giocatore Carlo Muffa il giorno 18/07/2020 alle ore 12:19, il giocatore in questione intende esporre la sua versione dei fatti che si discosta radicalmente da quella esposta dalla società.
Il post in questione presenta una serie di informazioni inesatte e diffamanti in quanto il sig. Muffa non è stato sottoposto alla firma di alcun contratto, ma la comunicazione con la società è avvenuta soltanto per via telefonica. Il giocatore ha esposto la sua volontà a rimanere nella società a patto di una equa retribuzione, constatando che nonostante le buone prestazioni e i risultati ottenuti nei tre anni precedenti (più di 900 punti in 3 anni e una promozione), il giocatore in questione non ha MAI ricevuto alcun contributo.

In seguito alla prima conversazione telefonica in cui si è rimandato a successivi momenti la definizione di una eventuale retribuzione, il giocatore ha comunicato alla società di aver ricevuto diverse offerte con una migliore retribuzione da parte di altre squadre. 
La reazione della società Acqualagna a questa comunicazione è sfociata nel post diffamatorio oggetto di questa lettera, un’azione senz’altro irrispettosa nei confronti di un giocatore che ha dato sempre il massimo per la società, nonostante alcuna retribuzione ricevuta e nonostante quasi tutti i membri della squadra abbiano sempre ricevuto contributi economici. Le parole pronunciate dalla società non rispettano la volontà e l’impegno messi a disposizione dal giocatore per l’ottenimento dei risultati raggiunti.

Il giocatore ha tutto il diritto di valutare eventuali proposte provenienti da altre società, specialmente se queste offrono dei vantaggi sensibilmente migliori rispetto a quelli attuali. La società, invece, non ha alcun diritto di poter avvalersi della propria visibilità per screditare la figura di un giocatore, sulla base di conversazioni telefoniche che non hanno alcun valore legale, col monito “la parola vale oro” che presuppone una mancanza di onestà da parte del giocatore.

L’onestà del sig. Muffa si è invece concretizzata nel fatto di aver comunicato all’Acqualagna la presenza di altre offerte ed era compito della società proporre una controfferta o una rinuncia, come succede in tutti gli ambiti dello sport, senza che questo si traduca nello screditare pubblicamente il giocatore. Si tratta, quindi, di un accordo tra le parti non raggiunto.
Il sig. Muffa intende ringraziare, in conclusione, il coach Carlo Renzi per gli insegnamenti ricevuti che hanno contribuito al suo percorso di crescita e intende ringraziare i compagni di squadra con cui si è sempre instaurata una ottima intesa e complicità".

 

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