Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi

Janus, Bozo Misolic ''Non è stato facile ma adesso mi sento bene e voglio tornare presto in campo''

Dopo la seconda vittoria consecutiva in campionato a discapito di Teramo, Fabriano si appresta ad affrontare la corazzata Roseto; farà parte della trasferta anche Bozo Misolic, appena rientrato dopo 20 giorni di isolamento causa positività al Covid-19. Gli abbiamo posto qualche domanda in merito alle ultime settimane e alla sua carriera cestistica, in modo da conoscere un po’ meglio l’ultimo arrivato in casa Janus:

Per te non sono state settimane semplici, la positività al Covid 19 ti ha fatto stare lontano dai compagni e dal parquet. Come è stato il tuo isolamento? E come stai ora?

“Non e stato semplice passare quasi 20 giorni chiuso in casa con una voglia incredibile di giocare a basket e di contribuire alla causa biancoblu; non vedevo l’ora di tornare ad allenarmi con i ragazzi e ora che posso farò di tutto per rimediare alla mia assenza. Motivo per cui è importante, ancora una volta, ricordare che le precauzioni e il rispetto reciproco sono importantissimi per la salute comune, in un periodo non facile come questo. Adesso mi sento molto bene sto cercando di recuperare tutti sti giorni che sono stato fermo e mi auguro di tornare al più presto sul campo per vincere tutti insieme.”

Sei arrivato più tardi di tutti, quasi in punta di piedi, dimostrando comunque impegno e qualità nel precampionato. Cosa pensi di Fabriano e della tua nuova squadra? In che modo potrai aiutare i ragazzi in campo?

“Sono arrivato più tardi, è vero, però fin dall’inizio mi sono trovato bene: compagni e staff sono davvero bravi e preparati, mi hanno aiutato molto, mi trovo in sintonia con tutti e ci tengo a ringraziarli; Fabriano inoltre è una città di basket, lo si sente dal primo momento che metti piede al PalaGuerrieri, motivo per cui il mio processo di ambientamento è stato più semplice del normale. Mi dispiace tanto che quest’anno il nostro pubblico non possa seguirci in giro per i palazzetti di tutta Italia: so benissimo il calore e l’affetto che sanno dimostrare i tifosi cartai, e sono certo che ci avrebbero dato una grande mano. Sono un giocatore a cui piace intensità e fisicità, sul campo voglio mettere energia per aiutare i miei compagni, cercando di catalizzare ogni occasione mi capiti sulle mani e passandola al compagno giusto quando la situazione lo richiede, in virtù del raggiungimento dell’obbiettivo prefissato.”

Per te 3 anni a Valmontone nel girone D di Serie B, si tratta quindi della prima esperienza al di fuori del Lazio. Cosa ti ha spinto a venire a Fabriano? Ha influito la tua amicizia con Radonjic?

“Si è la mia prima esperienza fuori di Lazio. Quando ho saputo che una squadra seria con i obiettivi di alto livello come Fabriano mi cercava, non ci ho pensato due volte ed è stato motivo di orgoglio per me, sia per la storia del basket fabrianese, sia per la qualità dell’intera società. Tutto questo mi porta e ci porta una grande opportunità, sarà indubbiamente una bella e gratificante esperienza per me. Si ,“Tosho” lo conosco da tanto tempo... lui è come un fratello, mi aiuta e mi ha aiutato molto ad ambientarmi, sono davvero contentissimo di poter condividere il campo con lui e vincere insieme sarà ancora più gratificante.”

Giacomo Marini
Ufficio Stampa Janus Basket Fabriano 

 

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare anche: