Olimpia, Kevin Pangos ''Ho trovato un’organizzazione fantastica. Credo ci siano le condizioni per ottenere qualcosa di speciale''

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Kevin Pangos è il giocatore che Milano voleva come playmaker. È il giusto mix di esperienza, carisma, leadership, le qualità adatte al ruolo. “Volevamo lui e nessun altro, siamo felici che sia qui”, dice il general manager dell’Olimpia Christos Stavropoulos presentandolo ai media.

Su Milano
– “Ho trovato un’organizzazione fantastica, tutti sono super motivati e gentili, ti mettono nelle condizioni di dare il meglio. Credo ci siano le condizioni per ottenere qualcosa di speciale. Cercavo la soluzione migliore per la mia carriera e ho avuto momenti di incertezza per quello che stava accadendo con il CSKA poi le cose sono andate nel modo giusto”.

Sulla presenza in squadra di giocatori a lui familiari
– “È incredibile come i nostri cammini ci abbiano riunito. Naz, Billy, Brandon sono bravi ragazzi ma per me sono anche grandi amici. Questo in campo ci aiuterà”.

Sulla presunta eredità di Sergio Rodriguez – “Ho il massimo rispetto per Chacho come giocatore e persona, per quello che ha fatto in carriera. Ma come giocatori siamo differenti e io non sono preoccupato del confronto, penso solo ad essere me stesso e usare le mie armi migliori”.

Sulla sua reputazione come leader
– “Credo che dipenda dai miei genitori. Mio padre è stato un allenatore per tanti anni e io ho avuto fin da molto piccolo la possibilità di conoscere tante persone nel mondo del basket da cui imparare. È nato tutto da lì”.

Su cosa serva per emergere in EuroLeague – “La chimica è la cosa più importante, è quello che ti sostiene durante i momenti difficili. In una stagione ci sono sempre, per tutti, alti e bassi. Contano chimica e resilienza. Alla fine la differenza è minima. Una vittoria può darti i playoff oppure no, può darti le Final Four o meno. Le differenze sono infinitesimali”.

Su cosa serva per emergere nella NBA
– “Non credo sia una questione di caratteristiche o personalità. È una questione di avere un’opportunità e di riuscire a coglierla. Qualche volta non ci si riesce perché le condizioni nella squadra non sono ideali. Poi è chiaro che il talento che c’è nella NBA può sembrare inarrivabile ma garantisco che anche in Europa c’è talento”. 

Fonte: ufficio stampa Olimpia Milano

 

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