LBA, Umberto Gandini ''L’obiettivo primario è riempire nuovamente i palasport e tornare ad essere una lega di riferimento''

https://www.basketmarche.it/immagini_articoli/23-09-2022/umberto-gandini-lobiettivo-primario-riempire-nuovamente-palasport-tornare-essere-lega-riferimento-600.jpg

Social

Il Presidente della Lega Basket Serie A Umberto Gandini (in foto assieme al nuovo CEO di Euroleague, Marshall Glickman) ha partecipato all’evento “Meet The Best 2022 – Costruire il futuro”, tenutosi oggi a Tortona, parlando di vari temi, tra cui il ritorno del 100% di capienza nei palazzetti:

“L’obiettivo primario è quello di riportare le persone nei palasport. Come pallacanestro italiana abbiamo fatto ricerche e studi di mercato durante gli anni della pandemia e abbiamo verificato come i valori che stanno alla base del basket c’è il desiderio di stare insieme, vivere un’esperienza che può essere momento di aggregazione. E questo devono esserlo i nostri palazzetti. Riportare le persone alle partite dal vivo vuol dire anche riportare attenzione sul movimento, che comunque cresce e che viene trainato come sempre dalla Nazionale che ha ben figurato in questi Europei. Bisogna quindi incanalarci in questo momento di attenzione sul basket per tornare ad essere rilevanti, perché quello che la pallacanestro italiana ha avuto nel passato è essere rilevanti, una lega di riferimento e non di passaggio. Questo è un lavoro principalmente delle società ma anche del sistema pallacanestro sul quale la Lega assieme alle società deve lavorare”.

Si è anche sottolineato il tema su cosa può fare la Lega riguardo gli impianti: “Il processo che abbiamo portato avanti quest’anno con la creazione delle licenze, che contengono criteri infrastrutturali, organizzativi, gestionali e finanziari da osservare per competere nel campionato professionistico, significa avere attenzione verso i nostri clienti, tifosi, giocatori, staff e dirigenti, per far sì che il sistema sia capace al meglio di gestire il prodotto. Questo anche per stabilire che il passaggio dal dilettantismo della A2 al professionismo della Serie A non può essere lasciato solo al risultato del campo. Parlando di infrastrutture c’è un obbligo di capienza per i palasport della Serie A ma più di tanto non possiamo imporre o spingerci oltre perché gli inmpianti sono o di proprietà comunale o gestiti da società professionistiche e non è possibile fare grossi cambiamenti.

Noi Lega siamo titolari solodell’organizzazione del campionato ma sono le sedici società ad essere proprietarie della loro partita, della sicurezza negli impianti e quant’altro. Tortona è un esempio virtuoso, così come Cantù, Brindisi, Milano (con una nuova arena per le Olimpiadi del 2026) ed altre realtà ma è un dato di fatto che il nostro impianto più capiente è il Mediolanum Forum che ha quasi trent’anni. Quello che stiamo cercando di fare è un po’ migliorare il linguaggio della Lega, cercare di riportare la gente all’interno dei palazzi, aiutare le società nell’ottica di offrire qualcosa in più oltre lo spettacolo del campo per fare in modo che la gente vi torni. Allo stesso tempo dobbiamo ampliare i confini di chi oggi segue la pallacanestro, seguendo i gusti del pubblico. E noi dobbiamo farlo su tutti i livelli”.

Gandini ha anche parlato delle azioni da approntare per essere adeguati al diverso livello delle squadre: “Il potere di attrazione lo hanno certo le grandi ma il fatto di trovarsi a giocare nello stesso campionato di due corazzate quali sono oggi EA7 Emporio Armani Milano e Virtus Segafredo Bologna è uno stimolo per le altre realtà: Derthona ne è un esempio, arrivando in Serie A lo scorso anno non giocando solo per la salvezza ma per essere competitivi. Oltre alla disponibilità di budget che aiuta, c’è la creatività di squadre con meno risorse ma che vincono le partite in campionato contro le grandi. Io gestisco un campionato di 16 società che sono tutte uguali ma tutte hanno esigenze e necessità diverse. L’interesse della stragrande maggioranza delle società è il campionato domestico che gli dà più risorse giocando una partita a settimana. Dall’altra parte, avere due squadre in Eurolega raddoppia le problematiche di gestione perché è evidente che chi è in quella competizione gioca il doppio delle partite, ha necessità di adattare i calendari nazionali e internazionali, così come tutti gli altri club che giocano nelle coppe europee. L’obiettivo è quello di avere il più possibile una piattaforma comune dove ci sia la consapevolezza di tutti e 16 i club che il bene comune è il campionato italiano e per esso bisogna fare dei sacrifici, dato che permette la qualificazione a queste coppe”.

Fonte: Lega Basket 

 

© Riproduzione riservata
https://www.basketmarche.it/assets/img/easy_assicurazioni_728_90.jpg

Ti potrebbe interessare anche:

Segui:
su Facebook!