VL Pesaro, perché è lecito sognare la Serie A1

Il 2026 inizia con la transizione dal girone di andata a quello di ritorno del campionato di Serie A2. E a metà Regular Season la classifica certifica il primato di quattro squadre a 26 punti: Verona, Brindisi, Rimini e Pesaro. La Victoria Libertas fa parte del gruppo di testa e crede nel salto di categoria. Per molti è tutto merito di Spiro Leka, che ha plasmato la nuova mentalità vincente del roster pesarese. Da Sergio Scariolo a Gianluca Pascucci, da Matteo Panichi a Massimo Galli. Per loro l’artefice del cambio di passo è il tecnico di Tirana che ha cambiato volto a una squadra che adesso ha voglia di vincere. E anche i bookmakers la pensano allo stesso modo.

VL Pesaro, anche i bookie credono nella promozione

A volte i marchigiani sono andati anche oltre i pronostici sul basket redatti dagli esperti di superscommesse.it e altri siti a tema. E restando in ottica bookie, i numeri in chiave offensiva del roster di Leka mostrano finora una media punti stagionale dell’82,2% a fronte dei 1562 realizzati. È il valore più alto di entrambi i gironi. 58% di media per i tiri da due, 36% per quelli da tre, 75% per i tiri liberi e 35,5 per i rimbalzi. Leggermente meno performanti le statistiche della fase difensiva, ma questo non delegittima una prima posizione in classifica che fa sognare il pubblico pesarese.

Il top scorer è Matteo Tambone che viaggia a 15.9 punti di media, seguito da Miniotas a 14.3 e Maretto a 10.2. Lo scettro del più preciso spetta a Miniotas con un eccellente 68%. Ancora podio per Tambone, con percentuale realizzativa da tre del 47%. In lunetta spetta a Trucchetti con il 91% di precisione. Re dei rimbalzi: Miniotas a quota 143, con una media di 7.5 a partita. Re delle stoppate: Rino De Laurentiis con i suoi con 0.7 di media. Assistman: Bucarelli con 5.1 di media.

I segreti di una prima parte di stagione praticamente perfetta

Per Sergio Scariolo, tecnico attuale del Real Madrid, la Vuelle “Gioca con tanta coesione, versatilità e imprevedibilità”. Per Gianluca Pascucci del Front office dei Detroit Pistons, la squadra di Leka dimostra “Qualità del gioco offensivo, con circolazione di palla ed eccellenti spaziature, segnale di un gruppo unito” che ha fiducia, altruismo, che segue le indicazioni del coach e del suo staff.

Matteo Panichi, preparatore della Nazionale, sostiene che Pesaro “Stia facendo un cammino eccellente e trovarsi primi alla fine del girone di andata è un grandissimo risultato, per di più con squadre costruite per essere lì dall’inizio”. Per lui il merito più grande va attribuito all’ottimo lavoro di coach Leka e del suo staff tecnico, così come all’apporto del prof. Venerandi. Leka “Sta facendo un lavoro incredibile che non nasce da questa estate ma dalla scorsa stagione”, quando è subentrato nel collettivo biancorosso che tutto sembrava piuttosto che un gruppo, stravolgendo gli equilibri a ogni livello, specialmente quello mentale. “Ha ribaltato una situazione difficile attraverso principi, lavoro e valori”, ha sottolineato Panichi. Valori che adesso emergono in maniera prepotente, considerando che al giro di boa la Vuelle gioca un bel basket. E i giocatori crescono.

Per Massimo Galli, area scouting per Tortona, Pesaro può essere considerata la vera rivelazione del campionato. Il merito? Ovviamente coach Leka e assieme allo staff tecnico. I miglioramenti dei singoli e il modello di gioco fanno percepire che alle spalle dell’ottimo rendimento biancorosso ci sia un grande lavoro dello staff tecnico. Del resto molte gare sono state giocate senza un americano e De Laurentiis e nonostante tutto sono riusciti a conquistare ottimi risultati.

Dove può migliorare ulteriormente la squadra

Con un rendimento simile sembra davvero difficile trovare i punti deboli di un roster che va a canestro con facilità disarmante. La Vuelle può migliorare ancora di più solo un aspetto: la costanza. Continuare cioè a credere nel lavoro, nel sacrificio, nella determinazione. Non c’è altro su cui puntare. Del resto anche Renzo Vecchiato è stato chiaro: “Il girone di ritorno sarà più difficile, ma fermiamoci a valutare la storia fino ad oggi”. L’imperativo è non mollare.

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