Lettera aperta di un tifoso della VL Pesaro che riceviamo e pubblichiamo:
"Il recente episodio della VL che non viene invitata dal suo ex addetto stampa ad un evento in cui veniva premiata (!) forse è l’inizio della fine. C’è un momento preciso in cui l’amore per una maglia dovrebbe imporre il silenzio, soprattutto a chi quella maglia l'ha guidata fino a ieri. Se non è già troppo tardi, quel momento è adesso.
Le dimissioni repentine del presidente Valli sono il risultato amaro di un clima tossico. Assistere allo spettacolo ingeneroso di ex dirigenti e personale vario che, a mezzo stampa o sui social, attaccano frontalmente il nuovo corso è un esercizio di memoria selettiva che questa piazza non meritava. Ci si appella a un passato glorioso, a trofei che nessuno intende cancellare. Ma la storia non è un vitalizio, né uno scudo dietro cui nascondere una striscia innegabile di delusioni accumulate negli ultimi 10-15 anni. Chi ha guidato la società fino a un paio di anni fa non può far finta che non siano esistiti i fallimenti sportivi, la retrocessione prima sfiorata ed evitata solo grazie alla pandemia e poi arrivata sul campo, la perdita di credibilità. Questa è cronaca, non opinioni.
Le polemiche sterili e i veleni sparsi a più riprese dai "reduci" hanno probabilmente contribuito a produrre il loro danno peggiore: l'addio di un presidente, espressione dello stesso consorzio proprietario, che per due anni ha provato a navigare nella tempesta, arrivando a mettere mano al proprio portafoglio personale per coprire le falle. Questo non significa che si debbano firmare cambiali in bianco a chicchessia, ma semplicemente riconoscere la differenza tra chi, pur tra mille difficoltà, ha investito denaro proprio per garantire la sopravvivenza, e chi invece ha continuato a lanciare sassate dalle retrovie.
Adesso la realtà si mostra in tutta la sua amarezza. La VL non assomiglia a un moderno vascello guidato da un solo grande proprietario, ma piuttosto a una specie di chiatta mossa da cento rematori diversi. Questo consorzio di società garantisce la forza motrice minima per non affondare e assicura l'ossigeno finanziario indispensabile per disputare i campionati, tuttavia, la nave è pesante, i tempi di virata sono biblici e la velocità di crociera resta modesta.
Ogni decisione richiede un’estenuante consultazione tra i soci, impedendo di spiegare le vele verso investimenti audaci. Con le dimissioni del presidente del club, l'onere di gestire questo immobilismo collegiale torna interamente sulle spalle del consorzio e del suo presidente. Saranno i fatti, e la capacità di trovare una nuova guida in tempi record, a giudicarli. La piazza vigilerà senza fare sconti a nessuno. Consorzio che è tutto e il suo contrario: alleanza che è scudo contro il baratro, ma anche gabbia per ogni ambizione.
Tuttavia, c'è una differenza sostanziale tra il legittimo dubbio su questa complessa architettura e sui nuovi arrivati, si dice molto ben pagati e finora non troppo efficaci, e il sistematico tentativo di sabotaggio orchestrato da chi ha perso i posti di potere. Chi semina oggi zizzania e rimpianti artificiali non sta difendendo i colori della società: sta solo difendendo il proprio orgoglio ferito e la propria incapacità di accettare il tempo che passa.
Chi ha avuto la sua occasione, e l'ha vista sfumare tra i rimpianti, oggi ha un solo modo per dimostrare rispetto: farsi da parte con dignità. La nostra storia merita rispetto, ma il nostro futuro - per quanto complesso e oggi più che mai zavorrato dalle circostanze - merita una possibilità. Il consorzio batta un colpo e i reduci tacciano. Per noi tifosi la VL viene prima di qualsiasi poltrona, di qualsiasi rancore e di qualsiasi bilancio d'esercizio. Ieri, oggi e domani. Forza VL".
15/09/2026 - 07:19
14/09/2026 - 13:37