Al via a Trento e Rovereto l'Europeo Under 18. L'Italia sfida la Lettonia, coach Sodini coach Sodini: ''La squadra è in buone condizioni''

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Tutto pronto per il via del FIBA U18 EuroBasket 2026, la rassegna continentale che riporta un Europeo giovanile di pallacanestro maschile in Italia a distanza di sette anni dall’ultima volta. Da domani sabato 25 luglio a domenica 2 agosto, la BTS Arena di Trento e il PalaMarchetti di Rovereto ospiteranno i migliori talenti Under 18 d’Europa.

La nostra Nazionale, guidata da coach Marco Sodini, si presenta ai nastri di partenza dopo il terzo posto ottenuto nella scorsa edizione giocata a Belgrado. Inserita nel Girone C, l’Italia affronterà in sequenza Lettonia, Spagna ed Estonia.

Sabato 25 luglio
Ore 18.00 Italia-Lettonia (BTS Arena, Trento)

Domenica 26 luglio
Ore 18.00 Spagna-Italia (PalaMarchetti, Rovereto)

Lunedì 27 luglio
Ore 21.00 Italia-Estonia (BTS Arena, Trento)

Dopo il giorno di riposo fissato per martedì 28 luglio, da mercoledì 29 si entrerà nella fase a eliminazione diretta, al via con gli ottavi di finale a cui accedono tutte le squadre partecipanti. La finale per l’oro continentale si giocherà domenica 2 agosto.

L’analisi di coach Sodini: “La squadra è in buone condizioni. Questi ultimi giorni servono soprattutto a smaltire i carichi di lavoro più pesanti, necessari per sostenere un torneo impegnativo da sette partite in nove giorni. I ragazzi si sono presentati al raduno già in ottima forma generale, la diretta conseguenza è stata un numero ridottissimo di intoppi: ci dispiace soltanto aver perso Luca Manfredotti nella prima fase di preparazione per un piccolo infortunio, ma per il resto non sono emerse altre criticità. Le amichevoli pre-Europeo non servono tanto a costruire una chimica di squadra, quanto a testare la tenuta fisica.

I minutaggi sono stati gestiti con cura - nessuno ha giocato più di 22-23 minuti - e sia lo staff medico sia il preparatore fisico hanno prestato la massima attenzione. Allo stesso tempo, queste gare sono servite per delineare le gerarchie e per svolgere quella fase di test necessaria, purtroppo, a effettuare i dolorosi tagli finali. In generale la condizione è andata via via migliorando. Ovviamente gli avversari affrontati al Torneo di Agropoli erano diversi rispetto alle due sfide con la Croazia ma resto convinto che siamo un gruppo competitivo, in grado di giocarsela alla pari con tutti. Personalmente mi emoziono ogni volta che indosso la maglia azzurra.

Sto vivendo questi due anni da capo allenatore dell’Under 18 con enorme entusiasmo, senso di responsabilità e appartenenza verso un lavoro che mi regala tantissime soddisfazioni. La responsabilità più grande per noi è sentirci il punto di riferimento per l’intero movimento: l’obiettivo è ampliare il più possibile il ventaglio di ragazzi che possano ambire alla Nazionale, motivo per cui nascono tutti i nostri progetti, dalle Academy fino a “Ogni Regione Conta. In questo Europeo ci presentiamo con una squadra ben equilibrata in tutti i ruoli. Ognuno dei ragazzi ha un bagaglio diverso: salvo pochissime eccezioni, non è un gruppo con grande esperienza a livello senior, se non protetto dalle rispettive realtà giovanili in campionati come la Serie B Interregionale.

Il vissuto del Torneo di Mannheim ci ha dimostrato che possiamo essere altamente competitivi. Siamo però un gruppo estremamente giovane nel modo di approcciare le partite: abbiamo momenti di grande esaltazione che vogliamo cavalcare ma dobbiamo migliorare nella gestione dei momenti no, evitando che un paio di errori di fila si trasformino in parziali a favore degli avversari. In questi giorni sto chiedendo ai ragazzi serenità e soprattutto massima concentrazione, ma anche di rendersi conto che questo Europeo deve essere un’esperienza da vivere con gioia e con il desiderio di dare tutto. Ricordo sempre quanto mi disse Carlo Recalcati quando ero ancora un giovane allenatore, sempre preoccupato e poco costante: “Se hai fatto tutto ciò che dovevi fare e hai la coscienza tranquilla, non devi preoccuparti del risultato: il risultato è solo una conseguenza”.

Giocare in casa, a Trento, davanti a un pubblico così appassionato, potrebbe aumentare un po’ la pressione. È una pressione che su una Nazionale giovanile ci mettiamo già da soli, ma va ricordato che il risultato immediato non è l’obiettivo ultimo: l’obiettivo finale è accompagnare i giovani di talento nel loro percorso di crescita, fino a renderli pronti per la Nazionale maggiore nel giro di qualche anno. La linea tracciata da coach Luca Banchi, Gigi Datome e Salvatore Trainotti va esattamente in questa direzione. Detto questo, abbiamo una grandissima voglia di far bene e getteremo sul campo tutto quello che abbiamo”.

Fonte: Fip 

 

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