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Urbania, la Presidente Catani ''La Fip si attivi per permetterci di tornare almeno ad allenarci''

Il Presidente della Pallacanestro Urbania Tiziana Catani ha scritto una lettera al Presidente della Fip ed al Presidente del Comitato Regionale. Di seguito il testo della missiva pubblicata sulla pagina Facebook della società durantina:

Gentili Sigg.ri Presidenti Nazionale e Regionale della Federazione Italiana Pallacanestro
Loro Sedi (tramite mail)

dopo la riconferma di Petrucci alla Presidenza Nazionale della Federazione, a cui - oltre alle ns. congratulazioni - porgiamo i migliori auguri di Buon Lavoro ed ancora successi, invio la presente per chiedere di nuovo attenzione sul delicato momento che le nostre Società e tutto il nostro sport stanno vivendo.

Noi siamo completamente fermi, mentre altri sport (ad esempio, il volley, il nuoto, il tennis… Il calcio, già da tempo, continua…) hanno fatto rapidi passi con le loro Federazioni, per il riconoscimento verso l’attività nazionale, trovando in questo modo nuove possibilità ed entrando così nel giro che permette loro il proseguo dell’attività di base.
Qui servirebbe anche un controllo più serio del CONI, o almeno una sua chiara presa di posizione, per impedire ogni furbata e permettere a tutti (o a nessuno) di praticare il proprio sport.
Questo fatto, che certo ci riguarda molto da vicino (ma come noi, riguarda tante società e realtà simili della ns Regione!) ha due conseguenze:

1.o - i bambini e i ragazzi (specie i più piccoli) e le famiglie, non trovando più -ormai da mesi- una minima risposta sportiva nella pallacanestro, si stanno orientando verso altri sport di base con scelte diverse;
2.o - molti dei nostri giovani atleti (pur sforzandosi i ns. allenatori di proporre e insistere su un buon lavoro a casa…), stanno di fatto “lasciando la pratica sportiva” e questa situazione ci farà trovare -al momento che si riattiveranno i campionati- tante squadre che, oltre alle difficoltà fisiche di molti praticanti, non avranno nemmeno un numero minimo di ragazzi per poter scendere in campo!

Con amarezza e molta preoccupazione, credendo di interpretare tanti Presidenti di Società come la nostra, vengo a chiedere che la Presidenza Nazionale e Regionale si attivino con forza verso i Responsabili e il Governo (e pure presso il CONI naz.le e reg.le) per poter allentare almeno un poco i vincoli che impediscono totalmente la pratica del ns. sport.

D’altro canto, parlare di riuscire a fare all’aperto il minibasket o l’attività giovanile, andando ora dritti verso l’inverno, poi in zone attigue all’appennino come le nostre, è cosa impensabile e di fatto impossibile.
Nel campo di calcio si possono mettere guanti e pure una giacca a vento, da noi così non si riuscirebbe nemmeno a proporre un minimo di basket!

Un obbiettivo primario sarebbe dunque quello di ritornare nelle palestre e nei palazzetti almeno con un numero minimo (8/10 ragazzi, distinti per metà campo (4 e 4, 5 e 5), o simili/altre proposte (certo con tutti i controlli di temperatura, registrazione dei nominativi, istruttori con mascherine, disinfezioni locali e palloni, ecc.) che ci permettessero la “riattivazione” di una frequenza di base per noi vitale, prima che l’abbandono di tanti nostri iscritti, che si sta profilando ormai molto vicino, ci metta a terra del tutto!

Un altro aspetto che può dare più forza alle richieste per ripartire almeno un poco, è mettere l’attenzione sul fatto, reale ed obbiettivo, che i ragazzi (specie gli adolescenti, e quelli sotto/attorno alla maggior età), nella maggior parte dei casi, mancando poi la frequenza scolastica, si comportano un po' come gli pare, e (non solo da noi) sta accadendo ormai così ovunque sotto gli occhi di tutti!
Infatti tanti giovani spesso si ritrovano e si riuniscono in gruppetti in luoghi diversi, a volte dando sfogo pure all’alcool rimediato da amici maggiorenni, non tenendo minimamente conto dell’assembramento, delle distanze, delle mascherine e così via.

Oltre al fatto che questa difficoltà e anomalia del periodo-covid favorisce (anche attraverso l’uso esagerato dei social) appunto una “socialità distorta” che certo non aiuta il loro sviluppo, né quello di amici e coetanei, con conseguenze future che non riusciamo ora a prevedere, e sulle quali sarebbe ben il caso di riflettere.
Questo per riaffermare con convinzione (e che sia uno dei punti di forza delle ns. richieste per cambiare…), che praticare il nostro sport è una delle risposte più sicure nella situazione un po' allo sbando attuale, visti i controlli e la serietà delle Società più volte dimostrati.

Dobbiamo assolutamente riuscire a ripartire, perché trovandosi i ragazzi in palestra a praticare un’attività sportiva come il basket, seguìti da istruttori qualificati e con tutti i controlli necessari, è la migliore ed efficace strada da praticare nell’attuale momento sociale e civile tanto difficile e delicato!
Ho fede che questa mia sia presa nella dovuta considerazione, interpretando appunto il profondo disagio della base del nostro sport.
Pregando ancora di interessarsi e di attivare iniziative in merito, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o suggerimento.
Ringraziando

IL PRESIDENTE DELLA USD PALLACANESTRO URBANIA
Tiziana Catani 

 

© Riproduzione riservata

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