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Treviso Basket, Octavius Ellis ''Coach Nicola ha scelto di darmi fiducia: gliene sarà riconoscente per sempre''

Intervistato da Ubaldo Saini su “La Tribuna di Treviso”, Octavius Ellis si è raccontato partendo da dove derivi il suo particolare nome e il trauma causato dalla morte della madre in gioventù: “Non lo so con certezza, credo che sia latino e mi pare che significhi "ottavo", giusto? Ho sempre voluto chiederlo a mia madre e purtroppo poi non ne ho avuto l'occasione. Spero di poterlo fare quando la incontrerò di nuovo. Era il 2003, avevo dieci anni, e vivevo con lei, le mie due sorelle Nissa e Sedondra e il nostro patrigno. Lui era un violento, un giorno ha sparato a mia madre Traceye e l'ha uccisa. Io ero lì, e ho visto tutto. È stato terribile. La pallacanestro mi è servita a tenere sotto controllo il fuoco che mi bruciava dentro, anche se ogni tanto i ricordi di quel giorno terribile tornavano fuori”.

Quella rabbia venne fuori anche in gioventù: “Sì, era il mio anno da freshman, avevo giocato poche partite e sono rimasto coinvolto in una rissa con alcuni compagni e un buttafuori in un night, mi sono fatto prendere la mano e ho perso il controllo. La cosa triste è che non ho mai avuto modo di chiedere veramente scusa a quella atto. Così coach Cronin decise di mettermi fuori squadra, e l'anno successivo sono an dato in Texas, al college di Trinity Valley nella città di Athens”.

Nella sua carriera da professionista, Ellis ha esordito in Montenegro e giocato in Eurolega all’Olympiacos affianco a Spanoulis: “Era fantastico. Gran persona, grandissimo leader sia dentro che fuori dal campo. Era uno che ti portava a dare sempre il meglio e ti spingeva a fare sempre qualcosa di più. Ora ha smesso di giocare e allena il Peristeri, in Grecia. Siamo sempre rimasti in ottimi rapporti, quando ha saputo che la mia avventura in Cina era finita, è stato il primo a chiamarmi per andare a giocare nella sua squadra. Alla fine non abbiamo raggiunto un accordo, ma chissà che in futuro non si presenti l'occasione. Per ora, però sono davvero contento così”.

Questa scelta di venire alla NutriBullet è stata una svolta per la sua carriera: “Potrà sembrare strano, ma nella mia carriera da professionista non sono mai stato una prima scelta, ero sempre la seconda o la terza opzione nel mio ruolo. Coach Marcelo (Nicola, ndr) invece ha scelto di darmi fiducia e un'occasione davvero importante e io gliene sarò grato e riconoscente per sempre. Ora sta a me dimostrare il mio valore in campo”.

Octavius si trova molto bene in Italia: “Cibo fantastico, persone amichevoli, tutto a portata di mano. A Venezia ci si arriva in 20 minuti prendendo un treno, Milano è vicina, molto carina. Sono qua con mio figlio Jayce e mia figlia Shiloh, mentre la mia terzogenita Aliona è a casa con la mamma. Nel tempo libero mi diverto a giocare a Fortnite con Jayce, facciamo partite all'ultimo sangue”.

Ellis ha infine un sogno nel cassetto: “Tra qualche anno mi piacerebbe tornare negli Stati Uniti e aprire una piccola ditta di autotrasporti. No, non farei io il guidatore, tranquilli. Sarebbe carino, devo scegliere ancora il luogo, se farlo a Memphis dove sono nato oppure in Texas dove ho ancora ottimi agganci”.

Fonte: Lega Basket 

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