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Dinamo Sassari, l'ex David Logan ''A Sassari sono stato benissimo, i tifosi mi hanno sempre dimostrato grande affetto''

È stato tra i giocatori più amati della storia recente della Dinamo: grande professionista, mai una parola fuori posto, uno sguardo imperturbabile unito a una leadership silenziosa che lo ha reso protagonista del triplete biancoblu. David Logan, classe 1982, il Professore ha vestito la maglia Dinamo Banco di Sardegna dal 2014 al 2016 ritagliandosi un posto speciale nel cuore della tifoseria.

David Logan. Originario di Chicago David Logan, 38 anni a dicembre, è un giocatore dall’esperienza internazionale che ha calcato i principali parquet d’Europa e vestito le maglie di club plurititolati e prestigiosi fra i quali Panathinaikos, Maccabi Tel Aviv e Alba Berlino. Arrivato a Sassari dopo essere stato ostico avversario nelle Eight Finals di Eurocup nel 2013, in maglia Alba Berlino, è entrato di diritto nella storia della Dinamo vincendo con la maglia biancoblu Supercoppa, Coppa Italia (dove è stato eletto MVP) e scudetto sotto le direttive di coach Meo Sacchetti. Cittadino polacco dal 2009, il Professore è ricordato per alcuni exploit storici nei playoff 2015 come i 27 punti nella sfida con Trento, l’incredibile overtime disputato contro Milano in Gara 7, le 5 bombe che hanno riaperto Gara 3 di finale al PalaSerradimigni e una giocata degna della top ten di tutti i tempi con la schiacciata in contropiede nella storica Gara 6 dei tre overtime. L’unico straniero rimasto sull’isola dopo il triplete David ha segnato poco meno di 1300 punti in quasi 80 partite tra campionato, coppa, playoff, final eight e supercoppa. Numeri che gli valgono di diritto un posto speciale nel cuore dei tifosi, ma non solo: dietro quello sguardo imperturbabile si nasconde un leader silenzioso, capace di trascinare la squadra nei momenti topici.

Qual era la chiave del gruppo che ha vinto il triplete?
“Una delle cose che ci ha aiutato di più quell’anno è stato trovare la giusta chimica nel precampionato, abbiamo battuto squadre forti e blasonate e questo ci ha dato una grande carica. Il primo step è stato vincere la Supercoppa poi ha dimostrato quella chimica era cresciuta nel momento giusto e ci ha dato ancora più fiducia”.

In questi giorni stiamo rivivendo l’epica serie delle Finals, come avete riacciuffato la serie dopo il 2-0 iniziale?
“Credo che gli aggiustamenti che abbiamo fatto dopo le prime due sfide a Reggio Emilia siano stati importanti per riprendere in mano la serie, abbiamo eseguito bene quello che lo staff ci ha detto di fare e abbiamo ritrovato concretezza e fiducia”.

Negli ultimi due anni hai giocato a Treviso, alla corte di quel coach Menetti nel 2015 allenava gli avversari al titolo…
“La prima cosa che mi ha detto coach Menetti quando sono arrivato a Treviso era relativa a quella tripla di tabella dei playoff 2015: è stata una serie lunga e tosta per entrambe le squadre. Prima dell’inizio dei playoff avevamo conquistato un paio di vittorie che ci erano servite in termini di fiducia. Anche contro Trento avevamo perso la prima partita, era una squadra tosta ma siamo stati bravi a fare delle correzioni in corsa e tornare nella serie dopo aver vinto Gara 2, con il fattore campo a nostro vantaggio”.

Cosa ti ricordi di più di quella stagione?
“Ho riguardato alcune delle partite di quella stagione nei giorni scorsi e sono rimasto colpito dall’energia di Shane Lawal: era dappertutto, era il centro più efficace difensivamente del campionato con le sue stoppate. Non toccava spesso la palla ma era il più pericoloso in termini di energia, rimbalzi, stoppate. È stato una grande chiave per noi, nei playoff nessuno ha eguagliato la sua intensità”.

Quest’anno hai incontrato la Dinamo da avversario, che idea ti sei fatto?

“È stata dura giocare contro la Dinamo a Treviso: sapevo sarebbe stata tosta, loro vanno in post con tutti. Noi non abbiamo 3 e 4 duri, in post basso è davvero difficile batterli o vanno a canestro o rimediano un fallo. Nell’ultimo quarto erano sempre in lunetta e noi in difficoltà per falli. In pochi sono riusciti a batterli questa stagione, per farlo devi concedergli davvero poco e stargli dietro per 40 minuti”.

Che progetti hai per il futuro?
“La mia idea per adesso è di giocare un altro anno poi vediamo cosa succederà…”

Giovedì il club spegnerà sessanta candeline, in chiusura l’augurio del Professore…

“Non posso che dire bene della Dinamo e della Sardegna, nei miei due anni li sono stato benissimo e i tifosi mi hanno sempre dimostrato grande affetto. Il club è cresciuto molto in un cammino sempre in ascesa, dalla Legadue a oggi, hanno fatto bene di stagione in stagione, merito di questa crescita credo sia del presidente Stefano Sardara e del gm Federico Pasquini. Speriamo di vederci sul campo la prossima stagione…”

Fonte: Ufficio Comunicazione Dinamo Banco di Sardegna

 

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