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Quattro i club a rischio iscrizione. Si va verso una Serie A 2020/2021 a 14 o 16 squadre?

Due settimane e le quattro squadre che hanno espresso nelle ultime settimane dei dubbi dovranno decidere se iscriversi o meno al prossimo campionato di Serie A. Sempre che il termine del 15 giugno non venga ulteriormente prorogato. Anche perchè chiedere a dei club, in un momento in cui le conseguenze economiche dovute all'emergenza sanitaria Covid-19 stanno vendendo fuori con tutta la loro durezza, di decidere a quale campionato vogliono partecipare un mese e mezzo prima della scadenza delle iscrizioni, senza nemmeno conoscere tutti gli interventi, come ad esempio il credito di imposta sulle sponsorizzazioni, che il Governo potrebbe mettere in atto per aiutare la ripresa dello sport ci pare un azzardo. Ad oggi le situazioni più critiche si registrano a Pesaro, Roma, Cremona e Pistoia.

Di queste una, Cremona, è in mano ad un presidente che ha lamentato una riduzione del budget tanto pesante da non essere sufficiente per disputare il prossimo campionato, un'altra, Roma, ha visto il suo patron dichiarare l'uscita dalla pallacanestro, e due (Pesaro e Pistoia) sono rette da consorzi. La possibilità al momento è che queste società possano chiedere un riposizionamento in Serie A2 oppure possano disputare la Serie A con il budget ridotto ai minimi termini.

Torino è la diciottesima squadra avente diritto ma finchè Stefano Sardara resterà il proprietario, non potrà essere inserita tra le partecipanti alla Serie A 2020/2021. In caso di ulteriori defezioni il ranking delle squadre che potrebbero essere ripescate vede nell'ordine Verona, Udine e Ravenna, anche se ad oggi solo il club romagnolo avrebbe espresso un possibile interesse. Il rischio di vedere il prossimo campionato di Serie A a 16 oppure ad addirittura 14 squadra non è solo pura utopia ma un'ipotesi che con il passare dei giorni rischia di diventare sempre più reale.

 

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